Boeing conferma la domanda di 43.625 nuovi aerei entro il 2045

Boeing conferma una domanda mondiale di 43.625 nuovi jet passeggeri e cargo entro il 2045. I velivoli a corridoio singolo rappresenteranno oltre il 76% delle consegne, ma filiere e carenza di personale limitano la capacità produttiva.

Boeing conferma le proprie previsioni sulla domanda mondiale di aeromobili commerciali: le compagnie aeree avranno bisogno di 43.625 nuovi jet passeggeri e cargo entro il 2045. La stima è contenuta nel Commercial Market Update 2026, pubblicato il 17 luglio, e resta sostanzialmente allineata alle indicazioni diffuse dal costruttore nel giugno 2025.

Il dato arriva in una fase di rallentamento del traffico aereo. Boeing rileva che la crescita dei passeggeri misurata in ricavi per chilometro passeggero dovrebbe attestarsi al 2,3% nel 2026, contro il 5,3% registrato nel 2025. A inizio anno il settore prevedeva una crescita uguale o superiore a quella dell’anno precedente. La guerra tra Stati Uniti e Iran e l’aumento dei prezzi del carburante hanno inciso sulle attese delle compagnie e sulle prospettive economiche del trasporto aereo.

Darren Hulst, vicepresidente del marketing commerciale di Boeing, afferma che i fattori strutturali della domanda restano invariati. Il gruppo statunitense prevede una ripresa della crescita del traffico tra il 6% e il 7% nel 2027, seguita da un incremento tra il 5% e il 6% nel 2028.

La previsione di Boeing comprende 33.545 aerei a corridoio singolo, 7.715 velivoli a fusoliera larga, 930 cargo e 1.435 aeromobili regionali. I jet a corridoio singolo continueranno quindi a rappresentare oltre il 76% delle consegne previste, sospinti dalle reti regionali e continentali, dai collegamenti a medio raggio e dalla crescita dei vettori a basso costo.

Entro il 2045, la flotta mondiale dovrebbe raggiungere 50.095 aeromobili, rispetto ai 27.945 in servizio nel 2025. Una parte rilevante delle consegne servirà a sostituire velivoli più anziani e meno efficienti, mentre il resto sosterrà l’espansione delle flotte e dei network. Boeing stima che circa l’80% dei nuovi aerei sarà destinato a Cina, Eurasia, Asia meridionale e sudorientale e Nord America. A ciascuna di queste aree dovrebbe spettare una quota vicina al 20% delle consegne.

Il confronto con Airbus mostra previsioni molto ravvicinate. Il costruttore europeo ha indicato nei giorni scorsi una domanda di 42.060 nuovi aeromobili nello stesso arco temporale, fino al 2045. La differenza tra le due valutazioni è di 1.565 unità, pari a meno del 4% della previsione Boeing.

Il principale limite resta la capacità produttiva dell’industria. Boeing segnala che i costruttori, i fornitori e le società di manutenzione affrontano ancora carenze di componenti critici e di personale specializzato. Questi vincoli hanno rallentato l’aumento delle consegne di nuovi aerei e hanno lasciato, secondo Hulst, un deficit globale di circa 2.000 velivoli rispetto alla domanda delle compagnie.

La disponibilità di motori, strutture, componenti elettronici e manodopera qualificata continua quindi a incidere sui piani di flotta dei vettori. Boeing e gli altri produttori hanno aumentato i ritmi produttivi negli ultimi mesi, ma l’equilibrio tra domanda, consegne e sostituzione degli aeromobili più datati resterà centrale per compagnie, aeroporti e società di leasing nei prossimi anni.

Foto in apertura: shankar s. su Wikimedia (licenza CC BY 2.0, via Openverse).

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