Boeing 737 Max e 787: la FAA restituisce i certificati di aeronavigabilità

La Federal Aviation Administration ha restituito a Boeing l’autorità per emettere i certificati di aeronavigabilità dei 737 Max e dei 787.

La Federal Aviation Administration (FAA) ha restituito a Boeing l’autorità per emettere i certificati di aeronavigabilità dei 737 Max e dei 787. La decisione, comunicata il 17 luglio, entrerà pienamente in vigore da oggi 20 luglio e riguarda tutti gli aeromobili delle 2 famiglie prodotti dal costruttore statunitense.

Il certificato di aeronavigabilità è il documento che autorizza il singolo aereo a operare. Rappresenta uno degli ultimi passaggi prima della consegna alle compagnie aeree. Boeing potrà quindi tornare a gestire direttamente questa fase al termine della produzione, pur restando soggetta alle ispezioni, agli audit e alla sorveglianza della FAA.

L’agenzia federale ha motivato il provvedimento con gli esiti di mesi di verifiche sui dati di produzione e sulla sicurezza. La FAA ha rilevato standard di qualità comparabili sia nei periodi in cui i certificati venivano emessi da Boeing sia nelle settimane in cui il compito era svolto direttamente dall’autorità.

Negli ultimi 8 mesi il sistema aveva infatti previsto un’alternanza: Boeing emetteva i certificati per una settimana, la FAA per quella successiva. Secondo il regolatore, i risultati ottenuti hanno consentito di restituire al costruttore l’intera responsabilità operativa su questa attività.

La FAA aveva revocato a Boeing l’autorità sui 737 Max nel 2019, durante il blocco mondiale del modello seguito agli incidenti di Lion Air ed Ethiopian Airlines. Il provvedimento era legato anche alle critiche sul processo di certificazione del programma e sul rapporto tra Boeing e il regolatore nella fase di approvazione dell’aeromobile.

Per il 787 la sospensione era arrivata nel febbraio 2022. In quel caso al centro dell’intervento c’erano irregolarità nella produzione e nei controlli di qualità, soprattutto nella fusoliera in materiale composito. Le difficoltà avevano provocato una lunga pausa nelle consegne dei Dreamliner e un forte accumulo di velivoli completati ma non consegnabili.

La restituzione dell’autorità arriva mentre Boeing aumenta gradualmente le attività industriali e prepara una nuova linea di produzione del 737 Max. Il programma narrow body resta la principale fonte di volumi per il gruppo di Seattle, con una base clienti che comprende vettori come Ryanair, Southwest Airlines, United Airlines, Alaska Airlines, American Airlines e numerose compagnie europee e asiatiche.

Anche il 787 conserva un ruolo centrale nel mercato intercontinentale. Il wide body è impiegato sulle rotte a lungo raggio da compagnie come Lufthansa, American Airlines, United Airlines, Air Canada, All Nippon Airways, Japan Airlines, Qatar Airways ed Etihad Airways. La regolarità delle consegne è rilevante per i vettori che attendono nuovi aeromobili per sostituire modelli più anziani o per sostenere l’espansione del network intercontinentale.

Boeing conserva la delega attraverso l’Organisation Designation Authorisation, il sistema con cui la FAA affida ai costruttori alcune attività di certificazione sotto controllo dell’autorità. La FAA ha rinnovato l’autorizzazione di Boeing per 3 anni nel maggio scorso.

Il ritorno della piena facoltà di emettere certificati individuali riduce un vincolo operativo nelle consegne di 737 Max e 787. Restano attivi i controlli diretti della FAA sul sistema produttivo Boeing, mentre il costruttore prosegue il percorso di recupero della capacità industriale e della stabilità qualitativa.

The Flying Guru

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