Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha inserito Cirrus Aircraft nell’elenco Section 1260H delle società considerate militari cinesi operanti negli Stati Uniti. La lista, pubblicata l’8 giugno nell’ambito del National Defense Authorization Act, non prevede sanzioni economiche dirette contro il costruttore. Cirrus è stata indicata come controllata di AVIC, il gruppo aeronautico cinese Aviation Industry Corporation of China. Nel documento, Washington definisce AVIC un soggetto legato alla fusione tra industria civile e militare della base difensiva cinese.
L’effetto principale della designazione riguarda i rapporti con il Pentagono: il Dipartimento della Difesa non può stipulare o rinnovare contratti con l’azienda. Per altre agenzie federali e per i fornitori che lavorano con il governo non esiste un divieto formale, ma la presenza nella lista Section 1260H può incidere sulle verifiche di conformità e sulle scelte di approvvigionamento.
Cirrus era stata acquistata nel 2011 da China Aviation Industry General Aircraft, controllata di AVIC, per circa 210 milioni di dollari. All’epoca l’operazione aveva ricevuto il via libera del Committee on Foreign Investment in the United States.
Il quadro regolatorio si era già irrigidito nel 2021, quando AVIC era entrata tra le 59 entità della lista NS CMIC, che limita per i cittadini statunitensi l’acquisto e la vendita di titoli quotati delle società designate.
A metà 2025 il governatore dello Utah, Spencer Cox, ha dichiarato di avere bloccato un tentativo di Cirrus di acquistare terreni vicino a Provo, citando ragioni di sicurezza nazionale e la normativa statale sugli investimenti immobiliari di alcune entità straniere.
Cirrus Aircraft ha un peso rilevante nell’aviazione generale statunitense: è il maggiore costruttore nazionale di aerei a pistoni e produce i modelli SR20 e SR22, oltre al Vision Jet SF50 a reazione. C’è anche un legame con il comparto militare americano: la US Air Force impiega 25 addestratori T-53A Kadet II derivati dal Cirrus SR20. Al momento della pubblicazione, l’azienda non aveva ancora diffuso un commento sulla decisione del Pentagono.
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