Per decenni, entrando in un cockpit, ci si aspettava quasi sempre la stessa scena: due uomini ai comandi. L’aviazione è nata e si è sviluppata come un mondo prevalentemente maschile, fatto di accademie militari, scuole di volo e carriere professionali a cui le donne hanno avuto accesso solo gradualmente.
Oggi qualcosa sta cambiando. Non rapidamente, e non ovunque allo stesso modo, ma la presenza femminile nella cabina di pilotaggio è in crescita. E proprio l’8 marzo, giornata internazionale dedicata ai diritti delle donne, diventa anche un’occasione per raccontare una storia meno visibile ma importante: quella delle donne che hanno scelto di volare.
In Italia questa storia ha un nome preciso: Fiorenza de Bernardi. Figlia del celebre pilota Mario de Bernardi, è stata la prima donna a diventare comandante di linea nel nostro Paese. Un traguardo raggiunto negli anni Sessanta, quando l’idea di una donna ai comandi di un aereo commerciale sembrava ancora un’eccezione quasi inconcepibile. La sua carriera ha aperto una strada che oggi continua ad allargarsi lentamente. Secondo le stime internazionali, le donne rappresentano ancora una minoranza tra i piloti di linea nel mondo. Eppure negli ultimi anni le scuole di volo stanno registrando una presenza crescente di allieve.
È in questo contesto che nasce il Premio “Fiorenza de Bernardi”, istituito da ENAC nel 2020. Il riconoscimento viene assegnato alle più giovani donne che, nel corso dell’anno, conseguono diverse licenze aeronautiche nelle categorie previste dalla normativa EASA. L’edizione 2025 è stata consegnata il 3 marzo 2026 nella sede dell’ente. Dieci giovani pilote hanno ricevuto il premio per aver raggiunto il proprio traguardo di volo.
Tra loro ci sono aspiranti comandanti di linea, piloti commerciali di elicottero, piloti di aeroplani leggeri, di alianti, di palloni aerostatici e anche giovani che hanno ottenuto l’attestato di pilota remoto per droni. Un panorama che racconta quanto oggi il volo abbia molte forme diverse.
Le premiate sono: Diana Birca, Linda Calistri, Cristina Cociancich, Sofia Colaninno, Emanuela Di Vito, Donata Radaelli, Nicole Tironi, Benedetta Verlato, Azzurra Larivera e Maria Sofia Petroselli. Dietro questi nomi ci sono anni di formazione, esami teorici, ore di volo, addestramento tecnico e un percorso che per molti aspiranti piloti richiede investimenti importanti e una determinazione non comune.
L’aviazione resta un settore altamente tecnico e competitivo. Ma ogni nuova licenza ottenuta, ogni nuova pilota che entra in linea o conclude il proprio addestramento, aggiunge un tassello a un cambiamento che negli ultimi anni si sta lentamente consolidando.
L’8 marzo diventa quindi anche questo: il momento per ricordare chi ha aperto la strada e chi oggi la percorre. Nel cielo, come a terra, le rotte non si creano da sole. Qualcuno deve sempre essere il primo a tracciarle.
The Flying Guru
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