Un A330-900 atterra senza una winglet: errore o procedura prevista? Scopriamo cosa sono CDL e MEL e perché il volo era perfettamente sicuro.
Quando si osserva un aereo atterrare senza una parte visibile, come una winglet mancante sull’ala, è naturale chiedersi se il volo sia stato sicuro, regolare o autorizzato.
Pochi giorni fa è girato sui social l’atterraggio di un Airbus A330-900 di ITA Airways senza aletta destra, alcuni commenti social hanno mostrato confusione tra concetti tecnici come MEL (Minimum Equipment List) e CDL (Configuration Deviation List).
Queste due sigle, spesso confuse, riguardano procedure fondamentali che permettono agli aerei di volare anche in presenza di anomalie, ma hanno ambiti di applicazione molto diversi.
Capire come funzionano MEL e CDL è essenziale non solo per chi lavora nell’aviazione, ma anche per chi vuole commentare questi episodi con competenza, evitando allarmismi inutili.
Vediamo quindi in dettaglio cosa significano, che differenze ci sono, e perché l’A330-900 poteva volare perfettamente in sicurezza anche con una sola winglet.

Configuration Deviation List (CDL)
La CDL (Configuration Deviation List) è l’elenco delle parti esterne non strutturali di un aeromobile che possono essere mancanti durante il volo, a patto di rispettare specifiche limitazioni e penalizzazioni di prestazione.
In sostanza, il costruttore (es. Airbus) elenca nella CDL quali componenti aerodinamici non essenziali (come pannelli, carenature o winglet) possono essere assenti senza compromettere la sicurezza, indicando le condizioni operative da rispettare.
Ad esempio, una winglet mancante rientra in queste deviazioni consentite: la CDL dell’A330 specifica che se una winglet è assente bisogna coprire la sede di attacco (per mantenere un flusso d’aria regolare) e accettare alcune penalità sulle prestazioni. Tali penalità includono un lievissimo aumento del consumo di carburante (nell’ordine dell’1–2,5% in più) e una riduzione dei pesi massimi di decollo e salita di circa il 4%.
Non sono invece previste significative alterazioni di manovrabilità: ad esempio nessuna restrizione di velocità aggiuntiva viene imposta con un winglet mancante. Queste misure garantiscono che l’aeromobile resti entro limiti di sicurezza accettabili anche con configurazione asimmetrica, permettendo il volo in sicurezza sebbene con efficienza leggermente ridotta. In sintesi, la CDL autorizza l’uso in volo di aerei con alcune parti aerodinamiche mancanti, come la winglet, purché vengano applicate le correzioni (limitazioni/penalità) indicate dal costruttore.
Minimum Equipment List (MEL)
La MEL (Minimum Equipment List) è invece la lista degli equipaggiamenti minimi funzionanti richiesti per operare un volo in sicurezza. È un documento specifico dell’operatore, basato sulla Master MEL del costruttore e approvato dall’autorità aeronautica.
In pratica, la MEL elenca quali sistemi di bordo o strumenti possono essere temporaneamente inoperativi (guasti) prima del volo, a quali condizioni operative e per quanto tempo, senza invalidare la certificazione dell’aeromobile. Importante: la MEL riguarda elementi installati ma non funzionanti, non componenti fisicamente mancanti. Nel caso di una winglet mancante, la MEL non si applica perché una winglet non è un “equipaggiamento” o impianto di bordo, bensì una parte strutturale esterna. Non esiste infatti alcuna voce MEL che contempli la mancanza di una winglet su A330.
Dunque, volare con una sola winglet non è una deviazione gestibile tramite MEL. La situazione va invece gestita tramite la CDL (se prevista) o, in assenza di una voce CDL specifica, attraverso un’apposita autorizzazione di traghetto (ferry flight) rilasciata dall’autorità competente. In questo scenario, la MEL non entra in gioco poiché il suo scopo è diverso: garantire la sicurezza con sistemi di bordo degradati, non con modifiche fisiche alla configurazione dell’aereo.

Differenze operative tra CDL e MEL
Dal punto di vista operativo vi sono differenze sostanziali tra CDL e MEL, poiché affrontano categorie diverse di deviazioni dalla configurazione standard:
Ambito di applicazione: la MEL copre elementi di bordo inoperativi (es. avionica, luci, sistemi idraulici fuori uso), mentre la CDL copre elementi mancanti della configurazione esterna (es. portelli, fairing, estremità alari come le winglet).
Origine e approvazione: la MEL è preparata dall’operatore e deve basarsi sulla MMEL fornita dal costruttore, con approvazione dell’ente regolatore. La CDL è invece predisposta dal costruttore stesso (es. come parte del Manuale di Volo o documenti supplementari) ed è approvata durante la certificazione del velivolo. L’operatore adotta la CDL del costruttore così com’è, nel caso serva, e non può renderla meno restrittiva di quanto approvato.
Tipo di limitazioni imposte: la MEL di solito specifica procedure operative compensative o restrizioni (es. limiti di quota, divieto di volo in certe condizioni) da seguire quando un certo sistema è guasto, e richiede di riparare il guasto entro un certo intervallo di tempo. La CDL impone principalmente penalizzazioni prestazionali o variazioni ai parametri di peso e assetto per compensare l’assenza di un componente fisico, senza necessariamente fissare un termine stretto per la riparazione – anche se, di norma, la parte mancante viene reinstallata al più presto possibile per ripristinare le prestazioni ottimali. In breve, la MEL mantiene l’aeromobile airworthy tollerando temporaneamente sistemi inoperativi, mentre la CDL mantiene l’aeromobile configurato in modo sicuro tollerando temporaneamente modifiche alla sua configurazione fisica.
Operativamente, piloti e manutentori consultano la MEL prima del volo se trovano un guasto: se l’elemento guasto è in MEL, si applicano le eventuali limitazioni previste e si può volare; se non è in MEL, l’aeromobile è grounded. Analogamente, se una parte esterna risulta danneggiata o assente, si verifica la CDL: se la parte figura in CDL con relative istruzioni, si può volare applicando le prescrizioni; se non è in CDL, l’aeromobile non è impiegabile (salvo permessi straordinari). In entrambi i casi, CDL e MEL fungono da deroghe controllate ai requisiti di configurazione originari, garantendo comunque un livello di sicurezza accettabile durante l’operazione anomala.
Può un A330-900 volare con una sola winglet?
Sì, legalmente e in sicurezza, a condizione che si seguano le indicazioni della CDL specifica del velivolo. Airbus include nel CDL dell’A330neo la possibilità di volo con una winglet mancante (configurazione assimmetrica), il che significa che tale evenienza è stata considerata in fase di progettazione/certificazione. Come discusso, vengono applicate limitazioni di peso e piccole penalità aerodinamiche per assicurare che l’aereo resti entro i margini certificati.
Dal punto di vista della sicurezza aeronautica, volare con una sola winglet non pregiudica la controllabilità: l’aereo può essere equilibrato con leggere correzioni di trim e non necessita di particolari restrizioni di inviluppo (ad esempio può mantenere le normali velocità operative). L’impatto principale è sull’efficienza (portanza leggermente ridotta su un’ala e maggior resistenza aerodinamica), gestito tramite un incremento di spinta o consumo di carburante pianificato e una riduzione del carico/peso massimo per il decollo.
Precedenti ed esempi: nella pratica sono noti casi di Airbus che hanno volato con un’estremità alare mancante. Recentemente un Airbus A330-900neo di ITA Airways è stato osservato con una winglet assente su un lato durante le operazioni: un fatto “non ideale, ma che non impedisce di volare in sicurezza” secondo esperti del settore.
In passato, episodi simili hanno coinvolto altri velivoli (es. un Airbus A340-600 che ha perso una winglet in volo, atterrando senza problemi). Inoltre, va ricordato che alcune varianti progettuali di aerei volano deliberatamente senza winglet (ad esempio il Boeing 747-400 Domestic era privo di winglet per esigenze operative), a riprova che le winglet migliorano l’efficienza ma non sono elementi indispensabili per la capacità di volo. Nel caso specifico dell’A330-900, la documentazione tecnica di Airbus e le approvazioni EASA confermano che volare con una sola winglet è consentito e gestibile in sicurezza attraverso la CDL.
In situazioni reali, tale configurazione sarebbe utilizzata solo temporaneamente – ad esempio per un volo di trasferimento verso una base di manutenzione – vista la penalità economica in termini di consumo. Tuttavia, da un punto di vista regolamentare e tecnico, l’aereo rimane entro gli standard di aeronavigabilità previsti quando opera con una winglet mancante seguendo le prescrizioni della CDL.
L’A330-900 di ITA Airways ha volato perfettamente in regola, seguendo le procedure previste dalla CDL, senza alcun rischio per la sicurezza.
Fonti: Documentazione FAA/EASA e manuali operativi (definizioni di CDL/MEL); dati di performance da discussioni tecniche aeronautiche; osservazioni da esperti del settore su casi reali.
The Flying Guru
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