Webb ha restituito immagini spettacolari di 19 galassie a spirale, rivelando una complessità mai osservata prima: trovandoci anche un buco nero in formazione.
Con la sua straordinaria capacità di vedere nell’infrarosso, Webb ha restituito immagini spettacolari di 19 galassie a spirale, rivelando una complessità mai osservata prima. Queste nuove osservazioni, parte del programma PHANGS (Physics at High Angular resolution in Nearby GalaxieS), hanno permesso di esplorare la formazione stellare con un dettaglio senza precedenti: milioni di stelle, strutture filamentose di gas e polvere, bolle scolpite dall’attività stellare, dense regioni di formazione stellare immerse nei bracci a spirale.
Ogni galassia appare come un laboratorio cosmico a sé stante, dove gli scienziati possono studiare come le stelle nascono, evolvono e influenzano il loro ambiente, modificando il gas e la polvere che le circondano. Un patrimonio di dati preziosissimo, che permetterà di comprendere meglio anche il futuro evolutivo della nostra galassia, la Via Lattea.
All’interno di questo mosaico di meraviglie, una scoperta ancora più profonda si è fatta strada: il telescopio Webb ha individuato indizi della presenza di un buco nero supermassiccio nascosto al centro di una di queste galassie, la famosa M83, conosciuta anche come Southern Pinwheel Galaxy.
Grazie all’analisi dei dati raccolti con lo strumento MIRI (Mid-Infrared Instrument), gli astronomi hanno rilevato la presenza di gas neon altamente ionizzato — una firma inequivocabile dell’attività di un nucleo galattico attivo (AGN). Finora, l’esistenza di un buco nero attivo in M83 era stata solo ipotizzata, perché le osservazioni tradizionali non riuscivano a penetrare gli spessi strati di polvere che ne oscuravano i segnali. Ora, per la prima volta, Webb ha fornito la prova che qualcosa di straordinario si cela nel cuore della galassia: un buco nero che probabilmente sta crescendo nutrendosi del materiale circostante.

Secondo il team guidato da Svea Hernandez (AURA per ESA al Space Telescope Science Institute), la scoperta dell’emissione di neon ionizzato è stata del tutto inaspettata e rappresenta un indizio solido della possibile attività di un buco nero supermassiccio.
Questa doppia scoperta — la mappatura dettagliata delle galassie a spirale e la rivelazione di un buco nero nascosto — evidenzia la rivoluzione scientifica in atto. Webb non si limita più a mostrarci immagini spettacolari: sta aprendo nuovi capitoli sulla nascita delle stelle, sull’evoluzione delle galassie e sulla crescita dei buchi neri supermassicci, elementi fondamentali nella storia cosmica.
Progetti di follow-up sono già pianificati, sia con il telescopio Webb stesso sia con altri osservatori, per confermare e approfondire la natura di questo buco nero e per continuare l’esplorazione di queste galassie lontane ma, grazie a Webb, sempre più vicine.
The Flying Guru
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