Ritardi ATC in Europa: Ryanair accusa Francia, Spagna e Germania

Ryanair continua a puntare il dito contro i ritardi generati dal controllo del traffico aereo in Europa. La compagnia guidata da Michael O’Leary non risparmia le accuse a Francia, Spagna e Germania, considerate i principali responsabili delle inefficienze, mentre altri Paesi come Danimarca e Irlanda riescono a garantire performance molto migliori.

I dati Eurocontrol dei primi cinque mesi del 2025 fotografavano una situazione già complessa. Il traffico era in crescita del 5% rispetto al 2024, con volumi tornati sopra i livelli pre-Covid, ma con l’80% dello spazio aereo disponibile ormai saturo.

La chiusura dei cieli sopra l’Ucraina continua infatti a comprimere la capacità, rendendo ogni giornata di traffico intenso un banco di prova. Nella settimana tra il 19 e il 25 maggio i ritardi en-route erano schizzati del 60% rispetto a quella precedente, con una media di 1,9 minuti per volo. In maggio si erano accumulati 2,28 milioni di minuti di ritardo, per una media di 1,62 minuti a volo. Più della metà era legata a carenze di personale e capacità nei centri di controllo, con Francia, Spagna, Germania e Grecia in testa.

Se quella era la fotografia della primavera, i dati aggiornati a metà agosto offrono un quadro che da un lato conferma la tendenza, dall’altro mostra una leggera capacità di recupero. Nella settimana dal 4 al 10 agosto il network europeo ha registrato in media 35.333 voli al giorno, il 3,8% in più rispetto al 2024 e il 3% sopra i livelli del 2019. Il traffico complessivo dall’inizio dell’anno è pari al 99% dei volumi del 2019, con un +4% rispetto all’anno precedente: segno di una ripresa ormai consolidata.

Sul fronte della puntualità, i dati sono persino migliori rispetto sia al 2024 che al 2019: il 74,9% dei voli è atterrato entro 15 minuti dall’orario previsto, il 66,3% è partito in orario. Tuttavia, le ombre restano evidenti.

I ritardi en-route (ATFM) hanno totalizzato in quella settimana oltre 81.000 minuti al giorno, con una media di 3 minuti per volo. Anche se il dato è inferiore del 36% rispetto alla settimana precedente e del 16% rispetto alla stessa settimana del 2024, la causa resta invariata: l’80% dei ritardi deriva da problemi di capacità e personale dei controllori. Francia da sola pesa per il 32% dei ritardi, seguita da Spagna (16%), Grecia (12%) e Germania (9%).

Le criticità sono quindi strutturali. Turni massacranti e carenza di risorse umane continuano a pesare sui centri di controllo. Il progetto del Cielo Unico Europeo, che avrebbe dovuto superare frammentazioni e inefficienze, è ancora lontano dall’essere realtà, mentre ampie porzioni di spazio aereo restano riservate all’uso militare o chiuse per ragioni geopolitiche.

En-route ATFM delays per cause for top 8 States

O’Leary ha definito questa gestione un “disastrous mismanagement”, e prevedeva un’estate 2025 ancora più complicata della scorsa. Nel 2024 i disagi legati all’ATC avevano toccato oltre 36 milioni di passeggeri. Nel 2025, solo gli scioperi francesi hanno già coinvolto più di un milione di viaggiatori. Per Ryanair il tema non è solo di principio: la struttura dei suoi orari, basata su rotazioni serrate e ottimizzazione al minuto, amplifica l’impatto di ogni disservizio.

Il confronto tra la primavera e l’estate mostra come la crescita del traffico si sia stabilizzata, mentre i ritardi medi per volo sono saliti da 1,6 minuti a maggio a 3 minuti ad agosto, nonostante una maggiore capacità di recupero su base settimanale. La puntualità invece, paradossalmente, ha segnato un miglioramento, segno che la pressione sul sistema non è uniforme.

La sostanza però non cambia: la rete europea continua a funzionare al limite delle proprie possibilità. Ryanair alza la voce con toni polemici, ma i numeri di Eurocontrol e IFATCA confermano che il problema non è inventato.

The Flying Guru

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