Volotea, l’Antitrust apre l’istruttoria sul supplemento carburante

AGCM apre un’istruttoria su Volotea per il supplemento carburante applicato dopo l’acquisto del biglietto.

L’Antitrust ha aperto un’istruttoria su Volotea per il supplemento carburante applicato dopo l’acquisto del biglietto. Il punto non è soltanto il rincaro in sé, ma il momento in cui viene comunicato al passeggero e cosa accade se il passeggero decide di non pagare.

La pratica riguarda la Fair Travel Promise, introdotta dalla compagnia il 16 marzo per legare una parte del prezzo del volo all’andamento del Brent. Volotea l’aveva presentata come una misura di trasparenza davanti alla volatilità del carburante. L’AGCM, con il procedimento PS13158, contesta invece il possibile carattere scorretto del meccanismo e ha avviato anche un sub-procedimento cautelare per valutarne la sospensione immediata.

Il dettaglio decisivo è questo: il supplemento non viene fissato al momento dell’acquisto, ma calcolato 7 giorni prima della partenza. Secondo l’Autorità, l’importo può variare tra 6 e 14 euro per passeggero e per tratta. Il prezzo visto dal cliente quando compra il biglietto, quindi, potrebbe non essere il prezzo finale.

C’è poi la parte più delicata. Se il passeggero non paga il supplemento, la prenotazione può essere cancellata senza rimborso in denaro. Le alternative previste sono la modifica del volo senza penali oppure la cancellazione del viaggio con rimborso sotto forma di credito Volotea. Non è una scelta neutra, soprattutto quando la comunicazione arriva a pochi giorni dalla partenza, con alberghi, coincidenze, ferie e altri costi già organizzati.

È qui che la contestazione dell’Antitrust diventa più concreta. La Fair Travel Promise non viene valutata solo come clausola tariffaria, ma come meccanismo che può spostare il peso dell’incertezza sul consumatore dopo che l’acquisto è già stato concluso. Il passeggero non si trova davanti a un’opzione libera: si trova davanti a un bivio costruito quando rinunciare al viaggio può essere più complicato che accettare il costo aggiuntivo.

L’AGCM individua due profili. Il primo riguarda la possibile ingannevolezza del prezzo comunicato al momento della prenotazione, perché il costo finale del viaggio resta aperto fino a pochi giorni prima del volo. Il secondo riguarda la pressione esercitata sul consumatore, chiamato a decidere quando il margine per cambiare programma è ormai ridotto.

Il sub-procedimento cautelare pesa più della semplice apertura dell’istruttoria. Significa che l’Autorità vuole valutare se intervenire subito, senza attendere la conclusione del procedimento principale. Con l’estate ormai iniziata e molte prenotazioni già effettuate, ogni settimana di applicazione della pratica può coinvolgere nuovi passeggeri.

La logica economica invocata da Volotea non è difficile da capire: il carburante resta una delle principali voci di costo per una compagnia aerea e le oscillazioni del petrolio incidono sui margini dei vettori. Ma l’istruttoria non si ferma a questo. Il problema, per l’AGCM, sta nella costruzione complessiva del sistema: prezzo variabile dopo l’acquisto, comunicazione a ridosso della partenza, conseguenze pesanti per chi non accetta il supplemento.

Ora la vicenda passa sul piano procedurale. Volotea potrà presentare le proprie osservazioni, mentre l’Autorità dovrà decidere se sospendere subito la pratica in attesa della decisione finale.

The Flying Guru

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