Lufthansa chiude il primo trimestre 2026 con ricavi record a 8,7 miliardi di euro, in crescita dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2025. La perdita operativa si riduce a 612 milioni di euro, migliorando di 110 milioni rispetto all’anno precedente. Il flusso di cassa sale a 1,4 miliardi, con un incremento del 65%.
Il contesto è tutto fuorché ordinario. La chiusura dello Stretto di Hormuz ha compresso l’offerta di carburante avio in Europa, facendo lievitare i prezzi del kerosene e generando costi aggiuntivi stimati in 1,7 miliardi di euro per l’intero 2026. Il gruppo ha già coperto circa l’80% del proprio fabbisogno annuo tramite strumenti derivati, ma l’impatto resta rilevante.
Paradossalmente, la crisi mediorientale produce anche un effetto opposto sulla domanda: i flussi di passeggeri si spostano dagli hub del Golfo verso quelli europei, sostenendo load factor e yield soprattutto nel segmento premium. Il seat load factor delle compagnie della rete LH sale all’819%, con i ricavi unitari in crescita del 3,3%.

Lufthansa Cargo invece accelera aumentando la capacità del 7% trainata da yield migliorati a marzo e da costi unitari scesi del 4%. Lufthansa Technik fattura 2,3 miliardi con un risultato operativo di 158 milioni, sostanzialmente stabile.
Il gruppo mantiene la guidance per l’intero 2026, puntando a un Adjusted EBIT significativamente superiore ai 1.960 milioni del 2025. L’estate si preannuncia solida.
Il rischio principale resta uno: la disponibilità di carburante nei mesi a venire.
The Flying Guru
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