Korean Air ordina 103 Boeing tra record industriale e compromesso sui dazi USA

Korean Air ha annunciato un maxi-ordine da 103 velivoli Boeing, il più grande nella storia della compagnia e tra i più consistenti mai firmati da un vettore asiatico. L’accordo è stato reso pubblico a Washington il 25 agosto, nello stesso giorno in cui il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha incontrato Donald Trump alla Casa Bianca. Il tempismo non è casuale: l’ordine si intreccia con la delicata trattativa commerciale che ha visto gli Stati Uniti ridurre dal 25 al 15 per cento i dazi sui prodotti sudcoreani in cambio di imponenti investimenti industriali negli USA.

Un ordine da record a Boeing da Korean Air

Il pacchetto comprende 20 Boeing 777-9, 25 787-10, 50 737-10 e 8 777-8 Freighter. Per Korean Air significa non solo modernizzare la flotta in vista della fusione con Asiana Airlines, ma anche assicurarsi velivoli capaci di ridurre consumi ed emissioni fino al 20 per cento rispetto ai modelli attuali. Il 777-9 (se mai verrà finalmente certificato ndr.) potrà trasportare 426 passeggeri con oltre 13.500 chilometri di autonomia, mentre il 787-10 offrirà fino a 336 posti su rotte di medio-lungo raggio. Il 737-10, il più capiente della famiglia MAX, diventerà l’asse portante del corto-medio raggio, con 230 passeggeri e costi per posto inferiori a qualsiasi altro narrowbody. Infine il 777-8 Freighter, il più grande cargo bimotore al mondo, garantirà il 30 per cento di efficienza in più rispetto ai modelli sostituiti.

Boeing e il legame industriale

Con questo ordine il portafoglio Boeing di Korean Air salirà a 175 aerei. Il legame con il costruttore statunitense è stretto anche sul piano industriale: la divisione aerospaziale del vettore coreano produce componenti per il 787 Dreamliner e parti strutturali per la famiglia 737, 767 e 777. Per Boeing, l’accordo significa consolidare un cliente storico e garantire un impatto diretto su circa 135.000 posti di lavoro negli Stati Uniti.

I dazi e la diplomazia economica

Solo poche settimane fa, l’amministrazione americana aveva imposto tariffe del 25% su auto e componentistica sudcoreana, inserendo Seoul nella lista dei Paesi “non reciproci”. Il negoziato di fine luglio ha portato a un compromesso: dazi ridotti al 15 per cento e promesse di investimenti sudcoreani per 350 miliardi di dollari negli Stati Uniti. L’annuncio del maxi-ordine Boeing da un valore ipotizzato di circa 36 miliardi di dollari, nel giorno stesso del vertice bilaterale, appare quindi come parte di un più ampio mosaico politico ed economico.

Per Korean Air la modernizzazione della flotta è un passaggio obbligato, ma in questo caso assume un significato che va oltre la tecnica. I nuovi 103 Boeing sono anche un tassello della diplomazia commerciale tra Stati Uniti e Corea del Sud, dove ogni fusoliera e ogni ala diventano parte di un equilibrio che tiene insieme cielo, economia e politica.

The Flying Guru

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