Wizz Air, multa da 500 mila euro: cosa non funzionava nell’abbonamento “All You Can Fly”

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha sanzionato Wizz Air per 500 mila euro, dopo aver accertato che l’abbonamento “Wizz All You Can Fly” non rispecchiava in modo chiaro le condizioni reali del servizio. Il provvedimento chiude un’istruttoria durata quasi un anno e conferma una criticità sempre più evidente nel settore: l’introduzione dei modelli in abbonamento nel trasporto aereo richiede trasparenza e limiti ben definiti, soprattutto quando promettono “voli illimitati”.

Il servizio, lanciato nella seconda metà del 2024, prevedeva un costo annuale di 599 euro (499 nella fase iniziale) e la possibilità di acquistare biglietti a 9,99 euro su tutte le rotte internazionali operate dal vettore. Una formula che, almeno nella comunicazione commerciale, lasciava intendere un’offerta estremamente flessibile. L’indagine dell’AGCM ha però ricostruito un quadro diverso: condizioni poco chiare, informazioni incomplete e clausole contrattuali sbilanciate a favore della compagnia.

Un abbonamento presentato come “senza limiti”

Secondo l’Antitrust, la comunicazione di Wizz Air enfatizzava la libertà di prenotare “tutti i voli internazionali” fino a tre giorni dalla partenza. In realtà, la finestra utile era molto più ristretta: solo tra le 72 e le 3 ore prima del decollo. Un dettaglio che cambia la natura stessa dell’abbonamento, perché limita la capacità di scelta e costringe gli utenti a muoversi quasi in tempo reale, confidando nella disponibilità residua.

Lo stesso vale per i posti assegnati agli abbonati: i claim non menzionavano che Wizz Air poteva limitarli a propria discrezione, indipendentemente dal numero di posti vuoti sul volo. In pratica, un abbonato poteva accedere teoricamente a “voli illimitati”, ma senza garanzia di posti riservati su ogni tratta.

Biglietti solo in tariffa Basic e fee non così “fissa”

L’abbonamento permetteva di acquistare un biglietto nella sola tariffa Basic, che include un bagaglio molto piccolo e nessun servizio ancillare. La possibilità di aggiungere bagagli o altri optional, nella prima fase, non era prevista al momento della prenotazione: si doveva intervenire successivamente su un canale diverso, con una struttura di costi separata.

La fee di 9,99 euro veniva presentata come importo fisso, ma nelle condizioni contrattuali era indicata come soggetta a variazioni in caso di pagamenti in valuta estera o modifiche normative. Un margine di oscillazione che non compariva nei messaggi promozionali.

La clausola più problematica: la possibilità di sospendere il servizio

Il punto che ha inciso maggiormente nel giudizio dell’Autorità riguarda gli articoli 7.4, 7.5, 7.6 e 7.7 delle condizioni generali: Wizz Air si riservava la facoltà di modificare in qualsiasi momento i termini del servizio o interrompere l’abbonamento, anche in via definitiva, senza indicare giustificati motivi.

L’AGCM ha ritenuto queste clausole vessatorie, perché creavano “un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi a carico del consumatore”. In alcuni casi, al cliente non era garantito il rimborso pro quota, neppure quando l’aeroporto scelto come hub preferito diventava non più servito dal vettore. Il recesso risultava quindi più limitato di quanto previsto dal Codice del consumo.

Le difese della compagnia e le modifiche introdotte

Wizz Air ha sostenuto che parte dell’ambiguità iniziale fosse dovuta a errori di traduzione nella versione italiana dei claim, e che la campagna promozionale fosse durata pochi giorni, riducendo l’effetto dell’eventuale fraintendimento. Ha inoltre dichiarato di aver già modificato i claim nella comunicazione di aprile 2025 e aggiornato le condizioni contrattuali nell’agosto 2025, introducendo motivazioni oggettive per l’eventuale esercizio dello ius variandi.

Queste modifiche sono state considerate dall’Antitrust come elementi attenuanti, riducendo la sanzione finale da 600 mila euro complessivi a 500 mila.

Cosa succede ora

L’AGCM ha disposto che un estratto del provvedimento venga pubblicato sul sito di Wizz Air per dieci giorni, con adeguata evidenza grafica. Il vettore non potrà più reiterare la pratica commerciale contestata, né utilizzare clausole contrattuali simili senza motivazioni oggettive e criteri di trasparenza pienamente conformi al Codice del consumo.

The Flying Guru

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