Quando un add on prova a ricostruire un regional jet degli anni Novanta senza trasformarlo in una caricatura da videogame, di solito si vede subito. Nel caso del Fokker di Just Flight l’obiettivo dichiarato è chiaro: portare su Microsoft Flight Simulator 2020 e Microsoft Flight Simulator 2024 una simulazione “da linea aerea” del Fokker 70 e del Fokker 100, con sistemi complessi, cockpit ricco di logiche reali e un livello di resa visiva e sonora che non si limiti al colpo d’occhio.
Il punto interessante, qui, è che il Fokker 70 e il Fokker 100 sono aerei che nel mondo reale non perdonano semplificazioni: hanno prestazioni e procedure che cambiano sensibilmente in base a peso, quota e gestione dell’energia, e un’identità tecnica precisa, a metà tra l’epoca analogica e la prima generazione di “glass cockpit” regionali.

Un regional jet con una storia industriale molto definita
Il Fokker 100 viene annunciato nel 1983, vola per la prima volta nel 1986 ed entra in servizio nel 1988. La variante accorciata Fokker 70 arriva dopo, con ingresso in servizio nel 1993. La produzione di entrambi termina nel 1997. È una famiglia che, pur con numeri diversi tra le due versioni, ha avuto una diffusione globale ampia e una longevità operativa notevole, con cellule che ancora oggi continuano a volare in contesti specifici.
Per un simulatore, questo significa una cosa: non è un “classic” da museo. È un aereo che porta con sé logiche operative moderne, ma senza essere un A320 o un 737, e proprio per questo diventa interessante per chi cerca rotte regionali, avvicinamenti frequenti, gestione precisa di salita e discesa, e un cockpit in cui l’automazione esiste ma va compresa.
Modelli nativi e materiali ad alta risoluzione: perché conta su MSFS 2024
L’F70/100 Professional viene presentato come pacchetto compatibile con MSFS 2020 e MSFS 2024, con modelli nativie texture in 4K e 8K. Il dettaglio, da solo, non fa la simulazione, ma in MSFS 2024 diventa più evidente un aspetto: la qualità delle superfici e dei materiali regge anche nelle ispezioni ravvicinate e nelle modalità di walkaround, dove un esterno “piatto” si nota immediatamente.
Qui la promessa è quella di un esterno completo di elementi animati e caratteristici, compresi wing flex dinamico, portelloni e porte passeggeri, servizi e cargo, e soprattutto due firme visive del velivolo: lift dumpers e airbrake in coda. Sono dettagli che, in un regional jet, incidono anche sulla percezione delle fasi di atterraggio e rollout: se la logica di deploy, tempi e feedback visivo è coerente, cambia la sensazione di “massa” e di energia che l’aereo si porta dietro.
Cabina e cockpit: l’idea di prodotto è quella “da linea”
Uno dei segnali più chiari dell’impostazione “professional” è l’attenzione al cockpit come ambiente operativo, non come scenografia. Si parla di postazioni Captain e First Officer ricche di comandi e controlli funzionali, display ad alta risoluzione e una modellazione di cockpit con usura e segni d’impiego basati su fotografie di riferimento. Non è un vezzo estetico: su aerei di questa generazione, un cockpit “troppo nuovo” stona, perché l’aereo reale è spesso un compromesso tra manutenzione corretta e anni di cicli pressurizzazione, turn around rapidi, ritocchi e differenze tra operatori.
In parallelo, è dichiarata la presenza di cabina passeggeri e galley dettagliate, con logiche legate a porte, illuminazione e interazioni cockpit cabina. È un punto che, nel mondo MSFS, tende a dividere. Per alcuni è superfluo, per altri è parte dell’esperienza. Qui l’impostazione sembra più vicina al concetto di “aereo completo”: non perché si debba camminare in cabina, ma perché molti elementi di gestione, annunci e segnali contribuiscono a rendere credibile l’operazione, soprattutto su rotte brevi.
Sistemi custom: il cuore è AFCAS, ATS e FMS
La parte che più pesa sull’uscita, e anche sulla credibilità del pacchetto, è la simulazione dei sistemi. Viene indicata una base custom coded modellata su documentazione tecnica reale, con logiche di idraulico, elettrico, carburante e pressurizzazione, e soprattutto un set di navigazione con FMS.

Qui il progetto mette l’accento su un’integrazione strettissima tra componenti: AFCAS, autothrottle, EFIS e flight model. È il classico nodo di un regional jet con avionica evoluta: ogni correzione su un anello della catena si ripercuote su tutto il resto. È anche il motivo per cui molti add on “promettono” VNAV e LNAV ma poi inciampano nelle situazioni reali, quelle in cui vincoli, profili e gestione energia non rientrano nello scenario perfetto.
Nel materiale di sviluppo si insiste sul fatto che il lavoro recente ha raffinato e in parte rielaborato proprio queste aree, con una logica di test continua perché le variabili esterne sono tante e le dipendenze incrociate aumentano con la complessità del cockpit.

Flight model: prestazioni in quota, flare e start engine non sono dettagli
Tre aspetti tecnici citati sono particolarmente rivelatori perché toccano il “feeling” dell’aereo.
Il primo è la prestazione in alta quota: nel mondo reale i Rolls Royce Tay 620 15 possono risultare lenti in salita ad alta quota, soprattutto con il Fokker 100 a pesi elevati. Questo influenza la pianificazione, perché non sempre conviene inseguire quote molto alte se il costo in tempo e distanza diventa eccessivo. Se questa caratteristica viene resa in modo credibile, cambia il modo in cui il sim pilot sceglie crociera e profilo.

Il secondo è la fase di flare e ground effect: la differenza procedurale rispetto ad altri velivoli simili, con raccomandazioni sull’uso dello speedbrake lungo l’approccio, incide sul rischio di “floating” se la simulazione del drag e dell’effetto suolo non è centrata. Il fatto che la taratura venga collegata a un ampio riferimento di video cockpit reali indica una direzione precisa: replicare la quantità di input di beccheggio richiesta, non solo l’esito finale.
Il terzo aspetto riguarda i parametri motore in avviamento e al minimo: viene citata una simulazione custom di EPR e la correzione di un idle N1 leggermente troppo alto, che aveva effetti anche sulla coerenza sonora. È un dettaglio che spesso separa l’add on “bello” da quello che, in cockpit, suona e si comporta con una logica più credibile.
Suono e Wwise: l’ambizione è un sound set di riferimento
Il progetto dichiara l’uso di 3D Wwise sounds e parla di un set sonoro molto ricco, con una quantità di campioni elevata e un’attenzione specifica alla fisicità del suono, soprattutto al minimo e nelle transizioni verso potenza decollo. È un ambito dove il rischio di marketing è alto, ma è anche vero che su aerei con motori in coda e firma acustica marcata, un sound set convincente cambia radicalmente la percezione dell’intero prodotto, più di qualunque 8K.

Livree e configurazioni: l’idea è far pesare le differenze tra operatori
Sono annunciate oltre 20 livree provenienti da più aree geografiche e la presenza di piastre dati dedicate per livrea, con campi corretti per ciascuna. A questo si aggiunge un concetto utile per la community: la possibilità, per chi crea livree, di includere un file di configurazione che imposti in automatico l’equipaggiamento esterno corretto. È una scelta che punta a ridurre l’effetto “aereo unico uguale per tutti”, perché nella realtà le differenze tra operatori si vedono, e spesso non sono solo estetiche.
Tempistiche: l’uscita si sposta al 2026, con la promessa di un supporto lungo
Nell’ultimo aggiornamento disponibile viene indicato un traguardo: rilascio “il prima possibile” nel 2026, con un build ormai solido e vicino alla linea d’arrivo. La comunicazione insiste su un concetto che ha senso, soprattutto per prodotti complessi: meglio un ritardo che un’automazione instabile, perché quando LNAV e VNAV sono al centro dell’esperienza, un comportamento incoerente rovina anche le parti migliori del pacchetto.
Se l’integrazione tra avionica, autopilota e modello di volo manterrà le promesse, il F70 e il F100 potrebbero diventare due regional jet di riferimento dentro MSFS 2020 e, soprattutto, dentro l’ecosistema MSFS 2024, dove la combinazione tra resa visiva e interazione di cockpit tende a premiare prodotti maturi, non scorciatoie.
The Flying Guru
Vuoi capire subito il punto centrale di questo articolo?





