Airbus lascia i server USA e punta sul cloud europeo

Airbus prepara l’uscita dai cloud statunitensi per proteggere i dati sensibili e investe in un cloud europeo sotto giurisdizione UE.

Airbus, principale costruttore europeo di aerei civili e militari, ha annunciato l’intenzione di spostare i suoi dati e sistemi più critici fuori dalle infrastrutture cloud controllate da società tecnologiche statunitensi, come Amazon Web Services, Google Cloud e Microsoft Azure, con l’obiettivo di affidare queste informazioni a una piattaforma cloud “sovrana” sotto giurisdizione europea

La motivazione dichiarata dal gruppo industriale riguarda soprattutto la protezione dei dati sensibili — incluse informazioni su progetti di aeromobili, sistemi di produzione e applicazioni di gestione aziendale — che Airbus ritiene strategici non solo per l’azienda ma anche per gli Stati europei. Secondo Catherine Jestin, vicepresidente esecutivo per il digitale di Airbus, parte di queste informazioni “è estremamente sensibile dal punto di vista nazionale e europeo” e quindi deve restare sotto controllo giuridico europeo

La spinta verso l’adozione di un cloud europeo è inoltre legata alle preoccupazioni sulle normative statunitensi, in particolare il CLOUD Act. Questo atto federale degli Stati Uniti consente alle autorità giudiziarie americane di richiedere dati a società tecnologiche con sede negli USA indipendentemente dal luogo fisico in cui tali dati sono conservati. Anche se servizi come Azure o AWS possono offrire “soluzioni di data residency”, ciò non impedisce formalmente l’accesso richiesto dalle autorità Usa, un elemento visto da Airbus come un rischio di controllo non desiderato su informazioni critiche

Per realizzare questa transizione, Airbus ha annunciato una gara d’appalto per il 2026 per un progetto che potrebbe valere fino a 50 milioni di euro nell’arco di dieci anni, finalizzata alla creazione o all’identificazione di un cloud europeo “realmente sovrano” capace di soddisfare requisiti molto stringenti di sicurezza, scalabilità e affidabilità. La gara, secondo comunicazioni ufficiali, riguarderà sia la gestione dei dati sia la migrazione di applicazioni mission-critical come ERP, CRM e sistemi per la progettazione di aeromobili. 

Un elemento interessante del piano è che Airbus non è del tutto certa di riuscire a trovare un fornitore europeo che risponda completamente alle sue necessità tecnologiche. Secondo alcune fonti del settore, l’azienda stima una probabilità di successo di circa 80 %, segnalando così le sfide dell’ecosistema cloud europeo nel competere con i grandi hyperscaler globali in termini di capacità e servizi avanzati. 

La decisione di Airbus riflette una tendenza più ampia in Europa verso la sovranità digitale e la protezione dei dati strategici, un tema che ha guadagnato rilevanza crescente negli ultimi anni, sia per motivi di sicurezza che per ragioni economiche e geopolitiche. La migrazione verso un cloud europeo può essere vista non solo come una misura di difesa dei dati industriali, ma anche come una spinta verso lo sviluppo di un’infrastruttura tecnologica europea più autonoma.

In sintesi, il piano di Airbus per un cloud sovrano europeo è una risposta ai rischi percepiti legati alla giurisdizione statunitense sui dati critici, e al tempo stesso rappresenta una scommessa sulla crescita e maturazione dell’ecosistema cloud europeo, con implicazioni per l’industria, la sicurezza e la politica digitale dell’Unione.

The Flying Guru

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