Quarantuno anni di carriera aeronautica condensati in un memoir che attraversa tre mondi distinti: l’addestramento militare, le rotte delle compagnie aeree commerciali, i voli executive per una delle corporation più potenti d’America. Charles Roy McConnell, pilota texano classe 1940, ha costruito la sua autobiografia attorno a un filo conduttore semplice quanto universale per chi vive di ali: il desiderio di volare nato nell’infanzia e trasformato in professione.
Dalla cabina dell’istruttore ai corridoi del potere
Cleared to Climb, pubblicato da AuthorHouse nel 2012 e scritto in inglese, segue una struttura cronologica che rispecchia le tappe tipiche di molti piloti americani della sua generazione. McConnell inizia come istruttore di volo militare (una fase che nel libro riceve attenzione significativa, con dettagli sulle procedure di addestramento dell’epoca) per poi transitare verso l’aviazione commerciale di linea. La terza fase, quella più peculiare, lo vede alla guida del dipartimento aviazione di Halliburton, il colosso dei servizi petroliferi.
L’ombra di Cheney
Il memoir acquisisce una dimensione inattesa quando McConnell racconta il suo rapporto professionale con Dick Cheney, all’epoca CEO di Halliburton e futuro vicepresidente degli Stati Uniti sotto George W. Bush. Non si tratta di un libro politico, ma questi passaggi offrono uno sguardo laterale su come funzionava l’aviazione corporate al vertice del capitalismo americano degli anni Novanta: voli transcontinentali, tempistiche serrate, la pressione di trasportare dirigenti il cui tempo valeva milioni.

Pregi e limiti del racconto
McConnell scrive con la precisione di chi ha compilato migliaia di ore sul libretto di volo, ma non sempre con la verve del narratore. Le sezioni tecniche risultano accurate e interessanti per chi mastica aviazione; i passaggi più personali soffrono occasionalmente di una certa rigidità espositiva, tipica dei memoir autopubblicati che privilegiano la completezza sulla sintesi. Il libro funziona meglio come documento di un’epoca (l’aviazione americana dagli anni Sessanta al Duemila) che come opera letteraria in senso stretto.
La forza del volume sta nella sua autenticità. McConnell non cerca di romanzare né di drammatizzare: racconta semplicemente cosa significava volare per professione in quei decenni, con le sue routine, le sue soddisfazioni, i suoi momenti di tensione. Per il lettore italiano che voglia comprendere come si sviluppava una carriera aeronautica negli Stati Uniti del secondo Novecento, queste pagine offrono una testimonianza diretta difficile da reperire altrove.
A chi si rivolge
Il testo parla soprattutto a chi ha interesse per la storia dell’aviazione corporate americana e per le dinamiche dell’addestramento militare statunitense. Chi cerca adrenalina o colpi di scena resterà deluso; chi apprezza i dettagli operativi e la prospettiva di un insider troverà materiale sostanzioso. La lingua inglese, accessibile ma non elementare, richiede una certa dimestichezza.
The Flying Guru
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