Quasi settecento titoli catalogati, duemilaottocento suggerimenti di lettura correlati, un apparato bibliografico imponente. Life Stories di Maureen O’Connor, pubblicato da Bloomsbury nel 2011, si presenta come guida definitiva al genere memoir. Ma per chi cerca storie di volo, il viaggio finisce prima di decollare.
Un manuale per bibliotecari, non per appassionati
Il volume nasce con un obiettivo preciso: fornire a bibliotecari e addetti ai lavori uno strumento per orientarsi nell’universo delle autobiografie e dei diari. O’Connor organizza il materiale per categorie tematiche, offrendo schede sintetiche e connessioni tra opere affini. L’approccio è quello della reader’s advisory, la disciplina anglosassone che studia come suggerire letture ai frequentatori delle biblioteche pubbliche.
Il problema emerge sfogliando l’indice. La sezione dedicata all’aviazione (ammesso che esista come categoria autonoma) si perde in un mare di memoir sportivi, racconti di viaggio, storie di sopravvivenza. L’autrice tratta il genere autobiografico come un monolite, senza distinguere tra chi racconta una vita in cucina e chi ha passato trent’anni in cabina di pilotaggio.

Cosa manca a chi cerca il volo
I grandi classici del memoir aeronautico (da Ernest Gann a Chuck Yeager, da Beryl Markham a Antoine de Saint-Exupéry) potrebbero comparire tra i titoli censiti, ma senza il contesto che li rende significativi. Un libro come questo non spiega perché Fate is the Hunter sia diverso da qualsiasi altra autobiografia, né cosa renda West with the Night una delle più belle prose mai dedicate al volo africano.
Per il lettore italiano interessato all’aviazione, il volume presenta un ulteriore ostacolo: è scritto in inglese e pensato per il mercato bibliotecario statunitense. Molti dei titoli citati non sono mai stati tradotti, e i riferimenti culturali presuppongono una familiarità con il sistema delle public libraries americane.
A chi può servire davvero
Chi gestisce una biblioteca o lavora nell’editoria troverà in Life Stories uno strumento di consultazione competente. La struttura è solida, le schede sono ben organizzate, i rimandi funzionano. Come opera di reference, fa il suo dovere.
Ma chi cerca una guida ai memoir di piloti, navigatori, ingegneri aeronautici deve guardare altrove. Il volo richiede una sensibilità specifica: la capacità di distinguere tra chi ha volato davvero e chi romanza, tra la precisione tecnica e la poesia dell’aria. O’Connor, pur competente nel suo campo, non possiede (e non pretende di possedere) questo sguardo.
Il verdetto
Life Stories è un buon libro nel genere sbagliato. Per chi ama l’aviazione, sfogliarlo significa cercare aghi in un pagliaio senza la certezza che gli aghi ci siano. Il tempo di un appassionato è meglio speso esplorando direttamente i classici del memoir aeronautico, magari partendo dalle bibliografie specializzate che circolano nelle comunità di settore.
The Flying Guru
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