Comet Interceptor, consegnato il primo strumento italiano della missione ESA

Comet Interceptor, consegnato il primo strumento della missione ESA per intercettare una cometa o un oggetto interstellare.

La missione Comet Interceptor dell’ESA compie un primo passo concreto con la consegna di DFP-B2, il primo strumento di volo destinato a una delle sonde del progetto. Sviluppato dal Centro di ricerche spaziali dell’Accademia polacca delle scienze e affidato a Sener per l’integrazione sul veicolo B2, DFP-B2 inaugura una missione atipica: partire senza un bersaglio definito, in attesa di intercettare una cometa ancora sconosciuta o, nel caso più ambizioso, un oggetto interstellare in transito nel Sistema Solare.

Il lancio è previsto tra il 2028 e il 2029 con Ariane 6. Dopo il decollo, la sonda raggiungerà il punto di Lagrange L2 del sistema Sole-Terra, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, dove resterà in standby fino all’individuazione del target. Comet Interceptor sarà composta da tre veicoli, il modulo principale A e due sonde minori, B1 e B2, che durante il flyby si separeranno per osservare simultaneamente la chioma cometaria da diverse posizioni. Questo approccio permetterà di ricostruire per la prima volta in tre dimensioni l’ambiente fatto di polvere, plasma e campi magnetici che circonda il nucleo.

Nel sistema DFP-B2 ha un ruolo di rilievo anche l’Italia. Tra i sensori installati c’è Disc, sviluppato da Leonardo a Campi Bisenzio con il supporto dell’ASI e la responsabilità scientifica affidata all’INAF, con Vincenzo Della Corte dell’INAF di Napoli come lead scientist. Il sensore analizzerà massa e proprietà delle particelle di polvere emesse dalla cometa durante il passaggio ravvicinato, contribuendo a chiarire i processi fisici sulla superficie cometaria e l’interazione con il vento solare. Ai lavori hanno partecipato anche l’Università di Napoli Parthenope, impegnata nella calibrazione teorica e sperimentale dei dati.

La suite DFP coinvolge un’ampia filiera europea, dal magnetometro sviluppato con Imperial College London, IWF Graz e TU Braunschweig fino all’unità di elaborazione dati realizzata dall’Institute of Atmospheric Physics ceco. Sul piano industriale, la missione conferma il ruolo di aziende e centri di ricerca europei in un programma ad alto contenuto tecnologico, con il prossimo traguardo fissato entro luglio 2026 per la consegna della seconda unità destinata al veicolo principale A, che sarà integrata nelle strutture di OHB a Milano.

Foto in apertura: ESA su Wikimedia (licenza CC BY-SA 3.0, via Openverse).

The Flying Guru

Vuoi capire subito il punto centrale di questo articolo?

Topic

VAI
SOSTIENI IL PROGETTO

Ti è utile quello che leggi?

FalcoVBS è un lavoro portato avanti per passione, senza ritorni economici diretti. Se ne apprezzi il valore, il tuo supporto aiuta a tenerlo vivo, indipendente e sostenibile nel tempo.

Offrimi un caffè

C'è altro da leggere

VAI
Html code here! Replace this with any non empty raw html code and that's it.

Topic

VAI