87 lunghissimi secondi senza controllo radar a Newark

Per 87 lunghissimi secondi, il centro radar di Filadelfia ha perso ogni contatto (sia radio che radar) con gli aerei in volo nell'area di New York, uno degli spazi aerei più congestionati degli USA.

Aggiornamento del 9 maggio 2025 – Questo post l’avevo scritto giorni fa e programmato per essere pubblicato oggi, ma a volte la realtà supera la fantasia; infatti alle 3:55 del mattino di venerdì 9 maggio (ora locale, le 9:55 in Italia), i controllori di volo che gestiscono decolli e atterraggi all’aeroporto di Newark hanno perso nuovamente tutti i segnali radar per circa 90 secondi. Fortunatamente, nessun incidente è avvenuto, ma l’evento ha evidenziato la vulnerabilità dei sistemi di controllo del traffico aereo.

Ed ora ecco il post originale sul blackout avvenuto il 28 aprile.


La notizia è emersa solo nei primi giorni di maggio, ma i fatti risalgono al 28 aprile 2025. Per 87 lunghissimi secondi, il centro radar di Filadelfia ha perso ogni contatto — sia radio che radar — con gli aerei in volo nell’area di New York, uno degli spazi aerei più congestionati e delicati degli Stati Uniti.

I controllori, privi di visibilità operativa, hanno vissuto momenti di panico nella sala di comando. Fortunatamente, non si sono verificati incidenti, ma l’episodio, rimasto inizialmente sotto traccia, ha aperto un vaso di Pandora sulle debolezze del sistema di controllo del traffico aereo americano.

Il blackout è avvenuto meno di un anno dopo un cambiamento operativo significativo: fino a luglio 2024, il controllo del traffico aereo dell’area di Newark era gestito dal TRACON di New York (N90), ovvero un Terminal Radar Approach Control, un centro di controllo che gestisce le fasi di avvicinamento e partenza degli aerei entro un raggio di circa 80-100 chilometri dagli aeroporti principali, con sede a Westbury, Long Island.

A partire dal 28 luglio 2024, la responsabilità è stata trasferita al TRACON di Filadelfia (PHL), nell’ambito di un piano della FAA1 volto a ridurre i ritardi cronici e affrontare la carenza di personale nella regione di New York. Questo passaggio ha comportato il trasferimento di circa 24 controllori, ma solo una parte ha accettato volontariamente il cambio di sede. Il nuovo carico di lavoro, unito alla complessità del traffico aereo su Newark, ha generato preoccupazioni operative già prima del blackout. Newark è il principale aeroporto del New Jersey e il secondo dell’area metropolitana di New York.

Dopo l’incidente, diversi controllori del centro di Filadelfia hanno usufruito di congedi medici, invocando stress e trauma legati all’evento. Secondo la FAA, i congedi sono stati concessi in conformità con il Federal Employees Compensation Act, che tutela i dipendenti federali in caso di eventi traumatici sul lavoro. Sebbene non sia possibile affermare con certezza che il trasferimento da New York a Filadelfia sia stato causa diretta dello stress, il contesto operativo complesso e il recente cambiamento organizzativo contribuiscono a delineare un quadro di pressione crescente.

L’incidente ha avuto ripercussioni operative importanti: United Airlines ha dovuto cancellare circa 35 voli al giorno e la Federal Aviation Administration (FAA) ha avviato un’indagine attribuendo l’evento a un problema informatico e alla carenza di personale. Alcuni controllori risultano ancora in malattia per lo stress subito.

La riduzione del traffico aereo in arrivo all’aeroporto di Newark (EWR) è stata una conseguenza diretta dell’interruzione avvenuta al centro di controllo radar di Filadelfia. Considerata l’importanza strategica dell’aeroporto e la complessità dello spazio aereo, limitare temporaneamente il numero di arrivi è apparsa come una misura prudenziale per alleggerire il carico sui controllori e garantire la sicurezza delle operazioni, in un momento di evidente difficoltà tecnica e organizzativa.

Le compagnie aeree hanno reagito con preoccupazione e misure straordinarie. United Airlines, principale vettore su Newark, ha ridotto il proprio programma da 440 a 293 voli al giorno. Per mitigare l’impatto sui passeggeri, ha attivato una politica di flessibilità che consente di riprogrammare i voli senza costi aggiuntivi. Altre compagnie, come American Airlines, Delta e Lufthansa, hanno segnalato ritardi e cancellazioni, lamentando l’obsolescenza del sistema di controllo aereo. La puntualità dei voli a Newark è scesa drasticamente, dal 80% al 61%, colpendo oltre 156.000 passeggeri in pochi giorni. Le proteste sono aumentate, soprattutto per la scarsa informazione e l’assistenza ricevuta da molti viaggiatori bloccati.

L’incidente ha messo in luce gravi carenze infrastrutturali e organizzative nel sistema di controllo del traffico aereo statunitense.

La FAA ha annunciato un piano di modernizzazione che prevede la sostituzione delle linee in rame con connessioni in fibra ottica, l’installazione di sistemi di backup temporanei e l’assunzione di 2.000 nuovi controllori di volo. Tuttavia, la realizzazione di questi interventi richiederà tempo e nel frattempo la capacità operativa dell’aeroporto di Newark è stata ridotta a 28 arrivi l’ora.

A complicare ulteriormente la situazione è il fatto che, al momento del blackout, la FAA era senza una guida stabile. Il precedente amministratore, Mike Whitaker, ha lasciato l’incarico il 20 gennaio 2025, giorno dell’insediamento dell’amministrazione Trump. Al suo posto è stato nominato ad interim Christopher Rocheleau, ma la sua nomina non è stata ancora confermata dal Senato. A marzo 2025, il presidente Trump ha proposto come nuovo amministratore Bryan Bedford, CEO di Republic Airways, ma anche questa nomina è in attesa di conferma. Questo vuoto di leadership sta rallentando i processi decisionali e aggravando le difficoltà operative.

La FAA è da anni al centro di critiche per inefficienze sistemiche. Molti dei suoi impianti usano ancora tecnologie obsolete come linee in rame e dischi floppy. La carenza di personale è cronica: si stima che manchino circa 3.000 controllori rispetto al fabbisogno. Inoltre, nel 2025 l’amministrazione Trump ha licenziato centinaia di dipendenti in prova della FAA, inclusi tecnici chiave, nell’ambito di un piano di “efficienza” guidato dal Dipartimento dell’Efficienza Governativa (DOGE), sollevando forti preoccupazioni sulla sicurezza aerea.

A queste criticità si è aggiunta una controversa decisione politica: nel 2023 la FAA aveva assegnato a Verizon un contratto da 2,4 miliardi di dollari per aggiornare l’infrastruttura di comunicazione del traffico aereo con una rete in fibra ottica. Tuttavia, nel 2025, il contratto è stato sospeso per valutare l’adozione del sistema Starlink, gestito da SpaceX, società di Elon Musk.

Musk, che nel frattempo è stato nominato consigliere speciale per l’efficienza governativa sotto l’amministrazione Trump, è ora al centro di accuse di conflitto di interessi. Le critiche si sono intensificate dopo che è emerso che la cancellazione del progetto Verizon avrebbe favorito direttamente la sua azienda. La transizione verso Starlink non è stata accompagnata da una fase di test adeguata, contribuendo a incertezze operative in un sistema già sotto pressione.

Oltre alle azioni immediate annunciate dalla FAA, anche altri attori istituzionali e operatori del settore hanno evidenziato la gravità della situazione. La Port Authority di New York e New Jersey, ente gestore dell’aeroporto di Newark, ha ricordato l’impatto che potrebbe aver avuto il cantiere da 121 milioni di dollari per il rifacimento di una pista, ma ha sottolineato come la causa principale dei disagi sia da attribuire ai problemi tecnologici e di personale della FAA. Anche le condizioni meteorologiche nella regione di New York hanno influito negativamente sulle operazioni aeree.

Secondo Michael McCormick, docente di gestione del traffico aereo presso l’Embry-Riddle Aeronautical University, un blackout radar di 90 secondi rappresenta un’anomalia estremamente critica, che evidenzia la necessità di sistemi di backup solidi.

Le difficoltà della FAA nel portare avanti il proprio piano di modernizzazione derivano dalla complessità di un sistema nazionale e dal lungo tempo necessario per formare nuovi controllori, un processo che può richiedere anni.

Nel frattempo, i passeggeri continuano a subire disagi rilevanti: il 7 maggio, FlightAware ha registrato 46 cancellazioni e 145 ritardi solo nella mattinata, con voli in arrivo ritardati in media di 161 minuti. La FAA ha ribadito che la sicurezza rimane la priorità assoluta, motivo per cui l’arrivo dei voli è stato ulteriormente rallentato per gestire al meglio un sistema già sotto pressione.

Il segretario ai Trasporti, Sean Duffy, ha sottolineato l’urgenza di un rinnovamento completo del sistema, stimando un investimento necessario tra i 20 e i 40 miliardi di dollari. Il Congresso degli Stati Uniti ha già stanziato 12,5 miliardi, ma permangono dubbi sulla tempestività e l’efficacia delle misure adottate. Il senatore Chuck Schumer ha richiesto un’indagine approfondita sull’accaduto, evidenziando la necessità di interventi strutturali per evitare il ripetersi di simili eventi.

Questo blackout rappresenta un campanello d’allarme sulla fragilità del sistema di controllo del traffico aereo statunitense, evidenziando l’urgenza di investimenti significativi per garantire la sicurezza e l’efficienza del settore.

1

La Federal Aviation Administration (FAA) è la più grande agenzia del Dipartimento dei Trasporti statunitense responsabile per regolare e sovrintendere ad ogni aspetto riguardante l’aviazione civile nel Paese e nelle acque internazionali circostanti.

The Flying Guru

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