Aeroporto di Caracas: il terremoto chiude Maiquetía

Due terremoti di magnitudo 7,5 e 7,2 hanno chiuso l'aeroporto di Caracas. Maiquetía fuori uso, spazio aereo fermo, voli interni e internazionali cancellati. Il punto su danni, NOTAM e soccorsi internazionali.

Il 24 giugno, alle 18:04 locali, due terremoti hanno colpito il Venezuela a 39 secondi di distanza. Le scosse, di magnitudo 7,5 e 7,2, hanno avuto epicentro al largo della costa caraibica e una profondità di circa 10 chilometri, lasciando anche l’aeroporto di Caracas fuori uso. Il terribile bilancio provvisorio diffuso dalle autorità parla di almeno 188 morti, 1.520 feriti e 42.000 dispersi.

A La Guaira sorge Maiquetía, l’aeroporto Simón Bolívar, principale porta d’accesso internazionale del Venezuela, chiuso a seguito dei pesanti danni subiti. I controsoffitti sono crollati sui passeggeri, i banchi di Conviasa sono stati distrutti, alcune passerelle pedonali del parcheggio sono venute giù e l’autostrada che collega l’aeroporto a Caracas è stata danneggiata. Le ispezioni hanno inoltre rilevato lesioni sulle piste e sulle vie di rullaggio; le immagini in circolazione mostrano la pavimentazione spaccata per decine di metri, con fratture e sollevamenti.

Nella serata italiana del 25 giugno è stato emesso un NOTAM che dispone la chiusura della pista 10R/28L fino al 2 luglio. È la pista sulla quale, prima del terremoto, si concentrava l’intera attività dello scalo.

Lo spazio aereo è chiuso e le compagnie hanno modificato o sospeso i collegamenti. Copa Airlines ha cancellato i voli da Panama verso Caracas, mantenendo per il momento quelli diretti a Valencia, Barcelona e Barquisimeto. Wingo ha sospeso la rotta Bogotá Caracas, mentre un volo Turkish Airlines diretto in Venezuela è stato dirottato su Panama.

Sul fronte interno restano a terra Conviasa, Estelar, Rutaca e Venezolana. Sono stati azzerati i collegamenti verso Porlamar, Maracaibo, Puerto Ordaz, El Vigía e Santo Domingo del Táchira. Parte del traffico viene dirottata verso Aruba e Curaçao. In una sola giornata si stimano oltre cento voli cancellati da e per Maiquetía.

Il sisma arriva in una fase già eccezionale per il Venezuela. L’emergenza nazionale si inserisce nel vuoto aperto dall’uscita di scena di Nicolás Maduro, dopo l’operazione militare statunitense che ha portato al suo sequestro e al trasferimento negli Stati Uniti, e dalla successiva presidenza ad interim di Rodríguez.

Proprio Washington, protagonista della crisi politica e militare che ha travolto il precedente governo, è stata tra i primi attori internazionali a offrire assistenza immediata. L’amministrazione Trump ha annunciato 150 milioni di dollari per i soccorsi, distribuiti attraverso le Nazioni Unite e le organizzazioni umanitarie, e ha mobilitato due squadre specializzate nella ricerca e nel soccorso urbano dei vigili del fuoco di Fairfax County e Los Angeles. Lo stesso esercito che a gennaio aveva catturato Maduro ha messo a disposizione velivoli per valutare i danni, sostenere le ricerche e trasportare gli aiuti.

Si è mossa anche l’Unione europea. La Commissione ha mobilitato otto squadre provenienti da diversi paesi membri, in larga parte specializzate nella ricerca e nel soccorso in ambiente urbano. Tra queste figura anche un’équipe medica dotata di attrezzature destinate a sostenere le strutture sanitarie locali. L’arrivo in Venezuela della maggior parte dei soccorritori è previsto tra la notte del 25 giugno e la mattina del 26.

Il terremoto riguarda da vicino anche l’Italia. In Venezuela vive una comunità italiana di oltre 140mila persone, più di 65mila delle quali nella sola Caracas; La Guaira, dove sorge l’aeroporto, è tra le aree maggiormente colpite. L’Unità di Crisi del Ministero degli Esteri, attraverso il suo responsabile Nicola Minasi, ha riferito di numerose segnalazioni riguardanti cittadini italiani dispersi. Tra le vittime risulta anche un cittadino italo-venezuelano.

Si muove anche la macchina dei soccorsi italiana. Il Dipartimento della Protezione Civile, con la Farnesina, ha predisposto per oggi la partenza di un team avanzato che, in raccordo con le autorità venezuelane, prepara l’arrivo di un volo con operatori sanitari regionali e vigili del fuoco. Il Corpo nazionale ha attivato una squadra di 40 unità tra esperti USAR per la ricerca sotto le macerie, operatori TAST per il supporto logistico e specialisti della comunicazione in emergenza. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso vicinanza alle autorità e alla popolazione venezuelana.

The Flying Guru

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