Ryanair cambia la politica dei posti per le famiglie dopo l’indagine CMA

Ryanair aggiorna la politica di assegnazione dei posti per le famiglie dopo l’indagine della CMA britannica. Chi non paga il posto riservato potrà ricevere l’assegnazione solo al check-in, con maggiore probabilità di sedere nelle file posteriori.

Ryanair cambia la propria politica di assegnazione dei posti per le famiglie con bambini che scelgono di non acquistare un posto riservato. La modifica è entrata in vigore il 25 giugno 2026 e arriva pochi giorni dopo l’apertura di un’indagine da parte della Competition and Markets Authority del Regno Unito sul sistema adottato dalla compagnia per le prenotazioni dei posti.

La compagnia irlandese ha difeso il modello applicato finora, ma ha annunciato un adeguamento che, nelle parole del vettore, servirà ad allineare la procedura agli standard di settore. Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, ha dichiarato che il gruppo interverrà sulla politica posti per evitare un confronto prolungato con i regolatori, pur sostenendo che l’impostazione precedente fosse già conforme alle norme.

Prima della modifica del 25 giugno 2026, un adulto in viaggio con bambini pagava il costo di 1 posto riservato e poteva poi selezionare gratuitamente i posti accanto per un massimo di 4 bambini inclusi nella stessa prenotazione. Ryanair ha sostenuto che questa formula garantiva certezza al momento della prenotazione e permetteva alle famiglie di conoscere subito la disposizione a bordo, mantenendo al tempo stesso tariffe basse.

La compagnia ha ribadito che la sua politica storica per le famiglie rispettava tutte le leggi e i regolamenti applicabili e che non prevedeva alcun costo per far sedere i bambini accanto al genitore o all’adulto accompagnatore. Il nodo sollevato dall’autorità britannica riguardava però il pagamento richiesto all’adulto per il posto riservato.

L’11 giugno 2026 la CMA aveva infatti avviato un’indagine sull’approccio di Ryanair alle prenotazioni dei posti. Secondo l’autorità, il costo di 10 dollari, pari a 8 sterline per tratta, poteva tradursi in un addebito ai genitori per consentire alla compagnia di adempiere agli obblighi relativi alla sicurezza dei minori e alle esigenze connesse alla disabilità previsti dalle regole del trasporto aereo. L’obiettivo dichiarato dall’ente era verificare se la pratica fosse o meno in linea con la normativa a tutela dei consumatori.

Dopo l’annuncio della nuova politica, la CMA ha riferito alla BBC che Ryanair sostiene ora di essere conforme alla legge e che questa affermazione sarà verificata in modo approfondito.

Dal 25 giugno 2026, le famiglie con 1 bambino che non desiderano pagare un posto riservato ricevono l’assegnazione del posto solo dopo il check in del volo. In questi casi, ha spiegato Ryanair, i passeggeri verranno collocati vicini tra loro con assegnazione automatica, ma con alta probabilità nelle file posteriori della cabina, perché le prime file risultano di norma riservate e si esauriscono prima.

La compagnia ha definito la modifica come un intervento limitato, necessario per portare la propria politica in linea con quella della maggior parte delle altre compagnie dell’Unione europea. Nella comunicazione diffusa il 25 giugno, Ryanair ha anche sostenuto che questa scelta risponde alla pressione dei regolatori europei. O letta con altre parole, sarebbe semplicemente andata a scontrarsi con la normativa europea che presto entrerà in vigore, e che bandisce la pratica portata avanti dalla compagnia irlandese fino ad oggi.

O’Leary ha affermato che la CMA ha preso di mira una politica per le famiglie che, secondo il vettore, era stata accolta positivamente dai clienti. Ha aggiunto che con il nuovo sistema le famiglie potrebbero dover attendere il completamento del check in per conoscere l’assegnazione dei posti e avere più probabilità di sedere nella parte posteriore dell’aeromobile.

Ryanair, che nel 2025 ha trasportato oltre 200 milioni di passeggeri nella sua rete europea, ha costruito una parte rilevante del proprio modello commerciale sui ricavi accessori: posti assegnati, bagagli, imbarco prioritario e altri servizi opzionali. La questione sollevata nel Regno Unito si inserisce nel dibattito più ampio sulle pratiche commerciali delle compagnie a basso costo e sulla distinzione tra servizi facoltativi e obblighi operativi verso i passeggeri.

The Flying Guru

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