Linate, 24 anni dopo: la nebbia, gli errori e il disastro che cambiò l’aviazione italiana

L’8 ottobre 2001 a Linate morirono 118 persone. Ventiquattro anni dopo, quella tragedia resta un monito e un punto di svolta per la sicurezza aerea italiana.

L’8 ottobre 2001, alle 8:10 del mattino, Milano si svegliò immersa in una nebbia fitta. All’aeroporto di Linate il traffico aereo era rallentato ma regolare, finché una serie di errori umani e carenze strutturali portarono alla più grave tragedia dell’aviazione civile italiana.

Un Cessna Citation CJ2, in partenza per Parigi con quattro persone a bordo, ricevette l’autorizzazione al rullaggio ma, a causa della scarsa visibilità e della segnaletica non conforme, imboccò la taxiway R6: un raccordo chiuso che conduceva direttamente alla pista principale. In quel momento, un McDonnell Douglas MD-87 della compagnia scandinava SAS stava iniziando la corsa di decollo per Copenaghen, con 110 persone a bordo.

Alle 8:10 i due aerei si trovarono sulla stessa pista. L’MD-87 colpì il Cessna a circa 270 km/h. L’impatto squarciò l’ala sinistra del jet, che proseguì per oltre 300 metri e finì contro il fabbricato del servizio bagagli, dove si sviluppò un incendio devastante. Morirono tutti gli occupanti dei due velivoli e quattro lavoratori a terra. Un solo uomo, addetto del reparto bagagli, sopravvisse gravemente ustionato.

Le indagini della magistratura e dell’ANSV misero in luce una catena di concause: errori di comunicazione radio, segnaletica di rullaggio confusa, assenza di radar di superficie operativo, mancanza di procedure per la bassa visibilità e un’organizzazione aeroportuale non allineata agli standard internazionali.
Il Cessna, proveniente dal piazzale dell’aviazione generale, aveva ricevuto istruzioni corrette ma non fu in grado di orientarsi nella nebbia, imboccando la via sbagliata. I controllori di volo non poterono accorgersi della deviazione, poiché il radar di terra era spento da mesi.

youtube placeholder image

Il disastro di Linate segnò una svolta nella sicurezza aeroportuale. Dopo il 2001 furono introdotti sistemi radar di sorveglianza di superficie in tutti i principali scali italiani, oltre a nuove segnalazioni luminose (le stop bar), procedure specifiche per la nebbia e una formazione più rigorosa per piloti e controllori.

Nel 2004 nacque il Comitato 8 Ottobre – Per non dimenticare, fondato dai familiari delle vittime, che ha promosso iniziative di educazione alla sicurezza e sostenuto la realizzazione del Bosco dei Faggi, memoriale permanente all’interno del Parco Forlanini.
Dal 2021, la data dell’8 ottobre è riconosciuta come Giornata nazionale per la sicurezza delle persone e delle comunità del trasporto passeggeri.

A ventiquattro anni da quella mattina di nebbia, il disastro di Linate resta una ferita aperta ma anche un punto di partenza. Le lezioni apprese da quella tragedia hanno contribuito a costruire un sistema aeroportuale più sicuro, capace di prevenire le incursioni in pista e di ridurre i rischi legati all’errore umano.
Il ricordo delle 118 vittime continua a vivere nei protocolli, nelle procedure e nella cultura della sicurezza che ogni giorno tutela milioni di viaggiatori.

The Flying Guru

Vuoi capire subito il punto centrale di questo articolo?

Topic

VAI
SOSTIENI IL PROGETTO

Ti è utile quello che leggi?

FalcoVBS è un lavoro portato avanti per passione, senza ritorni economici diretti. Se ne apprezzi il valore, il tuo supporto aiuta a tenerlo vivo, indipendente e sostenibile nel tempo.

Offrimi un caffè

C'è altro da leggere

VAI
Html code here! Replace this with any non empty raw html code and that's it.

Topic

VAI