Bagagli a mano, scontro istituzionale in Europa

L’Unione europea è divisa sui bagagli a mano: la Commissione contesta la Spagna per le multe alle low-cost, mentre il Parlamento propone due bagagli gratuiti in cabina.

Il conflitto sui bagagli a mano è diventato un caso politico europeo. Da un lato la Commissione europea, che ha avviato una procedura d’infrazione contro la Spagna per aver multato le compagnie low-cost; dall’altro il Parlamento europeo, che pochi mesi dopo ha votato a favore del diritto a due bagagli gratuiti in cabina. È la fotografia di un’Europa divisa tra la difesa della libertà di mercato e la tutela dei consumatori.

Tutto è iniziato nel novembre 2024, quando il governo spagnolo ha imposto una maximulta da 180 milioni di euro a Ryanair, EasyJet, Vueling, Volotea e Norwegian per i sovrapprezzi sui trolley. Madrid si è appellata a una sentenza della Corte di giustizia del 2014, secondo cui il bagaglio a mano di dimensioni “ragionevoli” fa parte del diritto al trasporto e non può comportare costi aggiuntivi. Ma per la Commissione europea, quella legge nazionale viola il Regolamento 1008/2008, che garantisce ai vettori libertà di determinare le proprie tariffe.

Bruxelles ha così aperto una procedura d’infrazione contro il governo di Pedro Sánchez, accusandolo di limitare la concorrenza e di interferire con il mercato unico. La Spagna, al contrario, difende la propria posizione sostenendo che «i diritti dei passeggeri vengono prima dei profitti delle multinazionali» e promette battaglia anche davanti alla Corte di giustizia, se necessario.

Mentre il contenzioso tra Madrid e Bruxelles resta aperto, la Commissione trasporti del Parlamento europeo ha approvato nel giugno 2025 una proposta in senso opposto: riconoscere ai viaggiatori europei il diritto a due bagagli personali gratuiti in cabina, purché entro un limite complessivo di 100 centimetri. La misura, voluta dal relatore bulgaro Andrey Novakov, mira a garantire che il prezzo del biglietto includa almeno una dotazione minima, riducendo le differenze tra compagnie e rendendo le tariffe più trasparenti.

Il provvedimento è stato accolto con favore dalle associazioni dei consumatori, che lo definiscono un passo avanti verso un trasporto più equo. Ma ha suscitato la dura reazione delle compagnie, rappresentate da Airlines for Europe (A4E), che denuncia un’ingerenza politica capace di minare la libertà commerciale e aumentare i costi operativi.

Il risultato è un’Europa spaccata: il Parlamento spinge per fissare standard minimi comuni e garantire ai passeggeri diritti uguali in tutti gli Stati membri, mentre la Commissione difende la libertà tariffaria e il principio di concorrenza. I governi, riuniti nel Consiglio dell’Unione, sembrano più vicini alla linea di Bruxelles, preferendo lasciare alle compagnie la facoltà di scegliere cosa includere nel biglietto base, purché l’informazione sia chiara e accessibile al consumatore.

Se la proposta del Parlamento diventerà legge, la Spagna, oggi sotto accusa, si ritroverà paradossalmente allineata alle nuove regole comunitarie. Fino ad allora, però, resta un braccio di ferro politico tra un’Europa che vuole proteggere il mercato e un’altra che vuole proteggere i passeggeri.

The Flying Guru

Vuoi capire subito il punto centrale di questo articolo?

Topic

VAI
SOSTIENI IL PROGETTO

Ti è utile quello che leggi?

FalcoVBS è un lavoro portato avanti per passione, senza ritorni economici diretti. Se ne apprezzi il valore, il tuo supporto aiuta a tenerlo vivo, indipendente e sostenibile nel tempo.

Offrimi un caffè

C'è altro da leggere

VAI
Html code here! Replace this with any non empty raw html code and that's it.

Topic

VAI