L’attesa svolta è ufficiale. Dal 26 luglio 2025, l’aeroporto di Roma Fiumicino applica le nuove regole UE sull’uso degli scanner EDS C3, autorizzando il trasporto di liquidi, aerosol e gel (i cosiddetti LAGs) in contenitori fino a 2 litri, senza più doverli estrarre dal bagaglio a mano durante i controlli. È la seconda volta dal 2006 che questa possibilità viene ristabilita formalmente in un grande hub europeo.
Non sarà più necessario separare laptop, tablet e dispositivi elettronici: potranno restare nello zaino, mentre i bagagli vengono analizzati in 3D, con ricostruzione volumetrica interna e rilevamento automatico di materiali pericolosi. La restrizione dei 100 ml resta in vigore solo sui voli per gli Stati Uniti e Israele, dove per ragioni di sicurezza bilaterale vengono ancora impiegate macchine radiogene tradizionali. Stesse regole anche per alcuni passeggeri in transito da Paesi extra UE, ad eccezione di una manciata di Stati riconosciuti come equivalenti (tra cui Stati Uniti, Canada, Svizzera, Singapore, Norvegia).
Il resto d’Europa attende ora l’allineamento: il via libera della Conferenza europea dell’aviazione civile (ECAC) e della Commissione UE è stato confermato il 24 luglio. Una portavoce, senza nome ma ufficiale, ha ribadito che “spetta ai singoli scali informare i passeggeri”. Fiumicino lo ha fatto per primo, mettendo nero su bianco la nuova procedura. Si potrà volare con bottiglie d’acqua da un litro e mezzo, con shampoo interi, con liquidi medicinali non più costretti a restare in bustine trasparenti. Una rivoluzione, a patto che gli aeroporti siano pronti e dotati della tecnologia certificata.
Il passo avanti è tecnico, ma anche simbolico. Si esce da un’era di misure nate nell’emergenza e mai davvero riviste in modo strutturale. Il limite dei 100 ml fu deciso in 72 ore nel 2006: oggi, dopo quasi vent’anni, la sua fine arriva con un protocollo, un algoritmo e una decisione politica che affida agli aeroporti il compito di attuarla, comunicarla e farla funzionare. Fiumicino ha rotto il ghiaccio. Attualmente in Italia gli scanner di nuova generazione sono impiegati a Roma Fiumicino, Milano Linate, Milano Malpensa, Torino, Bergamo, Bologna e Catania.
L’annuncio ufficiale, però, non è arrivato da dove ci si sarebbe aspettato. Non è stata l’ENAC , l’ente regolatore italiano per l’aviazione civile a informare i passeggeri della fine del limite ai liquidi. Né la Commissione UE, che ha preferito affidarsi a dichiarazioni attribuite a una generica “portavoce” senza nome. A rendere concreta la notizia, paradossalmente, è stato l’ufficio stampa di ADR, la società che gestisce gli aeroporti romani, con un comunicato pubblicato il 26 luglio sul proprio sito. È così che si è venuti a sapere che Fiumicino è il primo scalo italiano ad applicare formalmente le nuove regole, grazie agli scanner EDS C3 già operativi da mesi.
Un’informazione attesa da anni e carica di impatto per milioni di viaggiatori, è arrivata non da un’autorità nazionale, ma da un operatore aeroportuale. Mentre il quadro normativo europeo si muove in silenzio, lasciando agli scali l’onere (e l’onore) di comunicare l’adozione di una delle più importanti modifiche alla sicurezza aeroportuale dal 2006 a oggi.
The Flying Guru
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