Nizza, l’A320 di Nouvelair sfiora un EasyJet di tre metri: il BEA conferma l’errore di pista

Una frazione di secondo. È quanto ha separato due Airbus A320 da una collisione che avrebbe potuto trasformarsi in una delle peggiori tragedie nella storia recente dell’aviazione civile europea. È accaduto la sera del 21 settembre 2025 all’aeroporto di Nizza, quando un volo Nouvelair proveniente da Tunisi ha mancato la pista assegnata e ha quasi toccato il suolo sopra un aereo EasyJet pronto al decollo.

Il rapporto preliminare pubblicato dal BEA conferma che l’A320 tunisino (marche TS-INP) avrebbe dovuto atterrare sulla pista 04L, ma ha invece seguito per errore l’allineamento della 04R, utilizzata per i decolli. In quel momento, un A320 di EasyJet Europe (OE-IJZ) si trovava già sulla 04R, autorizzato ad allinearsi e attendere il via libera.

La sequenza minuto per minuto

Secondo il rapporto, l’equipaggio di Nouvelair era stato autorizzato all’avvicinamento RNP A per la pista 04L. A 21:30, dopo aver disinserito il pilota automatico, il comandante ha riferito di avere “la pista in vista”, ma si trattava della parallela 04R. L’aereo ha continuato la discesa con una velocità di 138 nodi e un tasso di discesa di circa 1.100 piedi al minuto.

In cabina, le chiamate automatiche del radioaltimetro hanno scandito le fasi finali: 100, 50, 40, 30 feet. Pochi istanti dopo, il sistema annunciava 20 feet e retard – le ultime parole che si sentono prima del contatto con la pista. Nello stesso momento, dalla torre di controllo arrivava l’ordine disperato: “Nouvelair 586, go around!”.

Il BEA ha calcolato che l’aereo tunisino ha sorvolato l’EasyJet a un’altitudine minima di dieci piedi, circa tre metri. I dati registrati indicano che il carrello non ha toccato terra, ma la distanza verticale fra i due velivoli è stata talmente ridotta da essere considerata una quasi-collisione.

Allarmi ignorati e visibilità ridotta

Il rapporto rivela che, circa cinquanta secondi prima del sorvolo, il sistema di sorveglianza A-SMGCS della torre di Nizza aveva emesso un allarme ambra per possibile incursione di pista, seguito sedici secondi dopo da un allarme rosso, con segnalazione visiva e sonora. Nessuna azione concreta è stata intrapresa fino all’ordine di riattaccata.

Le condizioni meteorologiche erano in peggioramento: temporali sulla Côte d’Azur, rovesci intermittenti e visibilità in calo fino a 2.800 metri. La notte, unita alla complessità del campo di volo, ha probabilmente contribuito alla confusione dei piloti.

Un dettaglio tecnico evidenziato dagli investigatori appare rilevante: la pista 04L, destinata agli atterraggi, aveva un’illuminazione impostata al livello minimo di intensità, mentre la 04R, usata per i decolli, disponeva di luci LED più brillanti e appariva visivamente più evidente. Questa differenza di brillantezza, sottolinea il BEA, è già emersa in altri episodi di confusione registrati a Nizza.

L’errore di pista e le prime misure

Dopo il mancato impatto, l’equipaggio del Nouvelair è stato guidato radar nuovamente verso l’avvicinamento RNP Z e ha atterrato senza problemi sulla pista corretta alle 21:48. Nessun passeggero è rimasto ferito.

Il Servizio della Navigazione Aerea francese (SNA-SE) ha immediatamente adottato una misura cautelare: divieto di approcci visivi notturni di tipo VPT quando sono operative entrambe le piste. D’ora in poi, in condizioni simili, saranno consentiti solo approcci strumentali (ILS, LOC-DME o RNP).

Il BEA, che prosegue l’inchiesta, concentrerà le analisi su cinque aspetti principali: le condizioni meteorologiche, la gestione del traffico in torre, il funzionamento dell’A-SMGCS, la differenza di illuminazione tra le piste e le procedure di addestramento di piloti e controllori.

L’obiettivo, come sempre, non è assegnare colpe ma prevenire che un errore del genere possa ripetersi. Perché, la notte del 21 settembre, a Nizza, la linea fra routine e catastrofe è stata larga appena tre metri.

The Flying Guru

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