Nel 2024 Ryanair si conferma saldamente al vertice del trasporto aereo in Italia, con oltre 53,4 milioni di passeggeri trasportati, corrispondenti a una quota di mercato del 24,5%. Nessun altro vettore si avvicina: ITA Airways, secondo vettore assoluto e primo tra le compagnie tradizionali, si ferma a 20,8 milioni di passeggeri (9,6%). Seguono easyJet con 14,4 milioni (6,6%), Wizz Air con 10,5 milioni (4,8%), Volotea (5,1 mln), Lufthansa (4,2 mln) e Vueling (3,7 mln).
Complessivamente, 13 compagnie hanno superato i 2 milioni di passeggeri trasportati nel 2024. Accanto alle low-cost, restano rilevanti i numeri di gruppi come Lufthansa, Air France-KLM e Turkish Airlines, che mantengono collegamenti di lungo raggio e hub strategici da e per l’Italia.
Tra le compagnie italiane, oltre a ITA Airways, sono attive Aeroitalia (1,2 mln) e Neos (circa 1 mln), che però operano su nicchie specifiche (charter, lungo raggio leisure o rotte nazionali residue). Il panorama nazionale resta dunque marginale rispetto alla presenza estera.
La struttura di mercato evidenzia un forte oligopolio delle low-cost: Ryanair, easyJet, Wizz Air e Volotea insieme rappresentano oltre 38% del traffico passeggeri nazionale. A ciò si aggiunge il fatto che le prime 10 compagnie coprono da sole più del 70% del mercato.
La crescita del traffico passeggeri: 218,7 milioni
Nel 2024 gli aeroporti italiani hanno registrato 218,7 milioni di passeggeri, in crescita dell’11% rispetto al 2023 e del 13% sul 2019. Il traffico si è concentrato maggiormente nei mesi estivi, con il 42% del volume annuale tra giugno e settembre.
Il traffico internazionale domina la scena con 146,1 milioni di passeggeri (+14% sul 2023), pari al 67% del totale. Di questi, 93,1 milioni sono stati trasportati su rotte intra-UE, mentre 53 milioni hanno riguardato rotte extra-UE. Il traffico nazionale, con 72,6 milioni di passeggeri, rappresenta il restante 33%, in lieve flessione percentuale rispetto all’anno precedente, pur crescendo in valore assoluto (+6%).
Gli aeroporti più trafficati sono:
- Roma Fiumicino: 48,7 mln (22% del totale)
- Milano Malpensa: 28,7 mln (13,2%)
- Bergamo Orio al Serio: 17,3 mln (8%)
- Napoli Capodichino: 12,6 mln
- Catania Fontanarossa: 12,3 mln
Vettori low-cost e tradizionali: confronto tra modelli
Le compagnie low-cost hanno trasportato 137,2 milioni di passeggeri nel 2024, pari al 63% del totale, con una lieve contrazione rispetto al 2023 (65%), ma con un incremento assoluto dell’8%.
Le compagnie tradizionali hanno movimentato 81,5 milioni di passeggeri (37%), con un’importante crescita del 17%rispetto all’anno precedente. Questo dato suggerisce una ripresa della domanda business e del lungo raggio, che resta dominio quasi esclusivo dei vettori di linea.
Resta evidente la specializzazione dei due modelli:
- Le low-cost presidiano saldamente le rotte nazionali e intra-europee a corto raggio, spesso con alta frequenza e tariffe aggressive.
- I vettori tradizionali si concentrano su rotte hub-spoke, connettività intercontinentale e servizi premium.
Le rotte più trafficate: Italia, Europa e mondo
Nel traffico nazionale, le rotte più frequentate del 2024 sono:
- Catania – Roma Fiumicino (oltre 1,6 milioni di pax)
- Palermo – Roma Fiumicino
- Milano Linate – Roma Fiumicino
- Napoli – Milano Linate
- Catania – Milano Linate
Queste tratte coprono una parte rilevante dei 72,6 milioni di passeggeri domestici, concentrando la domanda tra i poli economici e le isole maggiori.
Nel traffico intra-UE, le rotte principali sono:
- Roma Fiumicino – Madrid Barajas
- Milano Malpensa – Barcellona El Prat
- Bergamo – Londra Stansted
- Napoli – Parigi Orly
- Venezia – Amsterdam Schiphol
I Paesi con i maggiori flussi sono Spagna (21 mln), Regno Unito (15,5 mln), Francia (14 mln), Germania (13 mln), e Paesi Bassi.
Per quanto riguarda le rotte extra-UE, si segnalano:
- Roma – New York JFK e Roma – Miami
- Milano Malpensa – Dubai
- Roma – Doha (Qatar Airways)
- Napoli – New York (nuovo collegamento 2024)
Nel complesso, gli Stati Uniti si confermano il primo mercato extra-UE (5,5 mln di pax), seguiti da Emirati Arabi Uniti, Brasile, Canada e Qatar. Il traffico con Israele ha subito un calo marcato per motivi geopolitici.
Tra concentrazione e fragilità sistemica
Il 2024 consolida il ritorno ai livelli di traffico pre-pandemia e ne segna il superamento. Tuttavia, il sistema italiano resta polarizzato su pochi scali (il 55% del traffico su 5 aeroporti) e fortemente dipendente dalle low-cost.
La debolezza delle compagnie italiane (ITA esclusa) e l’assenza di un piano industriale coerente per la connettività regionale lasciano il mercato in balia delle logiche di profitto delle grandi low-cost, che possono spostare capacità rapidamente secondo convenienze economiche.
Resta da capire se il rilancio di ITA, l’integrazione con Lufthansa e le strategie di Aeroitalia sapranno proporre un’alternativa credibile a questo equilibrio sbilanciato.
The Flying Guru
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