Il nuovo aereo presidenziale provvisorio degli Stati Uniti, indicato come VC 25 Bridge, è stato consegnato dopo 10 mesi di lavori continui svolti da L3Harris per conto dell’US Air Force. Il velivolo nasce da un Boeing 747-8I proveniente dal Qatar e trasferito al Pentagono nel maggio 2025. La conversione ha incluso nuovi motori, interni ridisegnati e l’installazione di apparati di comunicazione sicuri, con un programma di lavoro articolato su 3 turni e 24 ore al giorno.
La presentazione ufficiale è avvenuta il 19 giugno. L’aereo è entrato nella fase dei voli di messa in servizio in vista delle dimostrazioni pubbliche previste attorno al 4 luglio, data della festa dell’Indipendenza. Il nome VC 25 Bridge richiama il ruolo di soluzione temporanea tra la flotta attuale e i futuri VC 25B che Boeing sta realizzando per il governo statunitense.
Il progetto ha avuto un’origine fuori schema per un programma di questo livello. Il 747-8I non è stato costruito negli Stati Uniti per la missione presidenziale, ma deriva da un velivolo già esistente e configurato in precedenza per la famiglia reale del Qatar. L3Harris, indicata da tempo come capocommessa industriale della conversione, ha confermato solo ora il proprio coinvolgimento. Il programma era stato classificato dal Pentagono come iniziativa ad accesso speciale non dichiarata. Anche i dettagli finanziari possono restare schermati in casi di questo tipo.
La pressione sui tempi è stata legata al ritardo accumulato dal programma VC 25B. Il Pentagono aveva firmato nel 2018 con Boeing un contratto da 4 miliardi di dollari per 2 VC 25B, anch’essi basati su 747 8I da convertire. I rinvii nelle consegne hanno aperto lo spazio a una soluzione ponte. Doha ha quindi offerto gratuitamente a Washington il proprio 747-8I personalizzato, un esemplare che la famiglia reale qatariota tentava di vendere senza successo dal 2020.

La provenienza estera del velivolo ha sollevato dubbi sul piano etico e soprattutto su quello della sicurezza. La Casa Bianca ha respinto le contestazioni politiche, mentre sul lato tecnico il lavoro si è concentrato sulla bonifica completa dell’aereo. Secondo L3Harris, il primo passaggio è stato lo smontaggio capillare del 747 per verificarne ogni componente e assicurare l’assenza di rischi elettronici o informatici. Anche l’US Air Force ha parlato di protocolli sviluppati da un gruppo interagenzia per individuare e neutralizzare eventuali minacce tecniche. Il Pentagono non ha comunicato se siano state trovate anomalie.
Una volta completata la verifica di sicurezza, L3Harris ha avviato la trasformazione del business jet in un velivolo presidenziale. Il lavoro è stato coordinato con Air Force e Casa Bianca per accelerare le approvazioni sulle scelte di progetto ed evitare revisioni successive. La configurazione interna è stata adattata alle esigenze operative del presidente e del suo seguito, con attenzione sia agli aspetti strutturali sia a quelli estetici. L’azienda ha limitato gli interventi più invasivi su stanze e paratie per non allungare i tempi di certificazione. La base del layout è rimasta quindi in gran parte invariata, mentre il rifacimento delle finiture è stato più profondo.
Sul piano estetico cambia anche l’immagine esterna. Il VC 25 Bridge adotta una livrea blu scuro e rossa con una striscia dorata lungo la fusoliera e la bandiera statunitense sulla deriva. È una rottura rispetto allo schema bianco e azzurro che accompagna Air Force One dall’epoca Kennedy. La livrea dei futuri VC 25B era già diventata oggetto di confronto politico tra l’amministrazione Trump, che aveva scelto un nuovo disegno, e l’amministrazione Biden, che aveva cercato di mantenere la continuità con i VC 25A in servizio.
Tra gli interventi tecnici più rilevanti ci sono la sostituzione dei 4 motori e l’aggiunta di una scaletta autonoma con porta esterna dedicata, in modo da permettere imbarco e sbarco anche in aeroporti o piazzali privi di attrezzature adeguate. Sul 747 ex Qatar erano installati 4 GE Aerospace GEnx 2B67B. I dati di Cirium riferiti al numero di serie 37075 confermano questa configurazione. I motori erano in buone condizioni, ma appartenevano a una variante con limitazione di quota. L3Harris e Boeing hanno quindi installato 4 motori GE simili ma privi di quel vincolo, con un miglioramento prestazionale mirato più che una necessità meccanica.
La conversione ha richiesto anche la costruzione, il collaudo e l’integrazione del sistema di comunicazioni protette SLC3S A, già previsto pure per i 2 VC 25B di Boeing. Si tratta della suite impiegata sui trasporti esecutivi del governo statunitense, compresi i 2 VC 25A basati sul 747-200 che assumono il nominativo Air Force One quando il presidente è a bordo. Per L3Harris questa componente rappresenta un elemento centrale del programma, perché concentra continuità operativa, protezione delle comunicazioni e interoperabilità con la flotta governativa esistente.
Il ritmo industriale è stato sostenuto da circa 400 tecnici impegnati 7 giorni su 7. La scelta di partire da un aereo già costruito ha inciso in modo diretto sulla tabella di marcia. Un 747-8I esistente ha consentito di comprimere il ciclo di integrazione rispetto a una piattaforma da realizzare e modificare in tempi ordinari. Sullo sfondo resta il programma principale dei VC 25B, che dovrà assorbire costi, ritardi e implicazioni industriali per Boeing in un segmento molto particolare del mercato: quello dei grandi wide body convertiti per missioni governative ad altissima specializzazione.
The Flying Guru
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