L’aeroporto di Kaliningrad Khrabrovo (KGD) ha sospeso arrivi e partenze la sera del 25 maggio 2026 dopo l’emissione di quello che i media locali e russi hanno definito il primo allarme per pericolo droni mai dichiarato nell’exclave russa sul Baltico. Rosaviatsiya, l’Agenzia federale russa del trasporto aereo, ha spiegato che le restrizioni sono state introdotte “per garantire la sicurezza dei voli”, senza precisare la natura della minaccia. Il segnale d’emergenza è stato diffuso alle 19:00 ora locale attraverso il canale federale MAX, su indicazione dell’ufficiale di servizio del punto di controllo della protezione civile.
Durante l’allerta, Khrabrovo è stato posto sotto Plan Kovyor, la procedura di sgombero dello spazio aereo attivata quando velivoli senza equipaggio o non identificati vengono ritenuti un rischio per il traffico civile. Secondo le informazioni disponibili, decine di aeromobili sono rimasti in attesa mentre erano in vigore le restrizioni, con ritardi per tre partenze da Khrabrovo e per un volo in arrivo da Nizhny Novgorod. L’allarme della protezione civile è stato revocato alle 20:23, mentre alle 20:42 lo scalo risultava tornato in modalità operativa regolare, confermata sia da Rosaviatsiya sia dall’aeroporto.
Si tratta della prima chiusura di questo tipo a Khrabrovo dall’invasione russa su larga scala dell’Ucraina nel febbraio 2022, in netto contrasto con le ormai frequenti sospensioni legate ai droni negli aeroporti della Russia centrale e meridionale, comprese le ripetute chiusure dei quattro aeroporti di Mosca durante le celebrazioni del 8 maggio per il Victory Day.
Kaliningrad si trova a oltre 800 chilometri dal territorio ucraino più vicino controllato da Kyiv ed è circondata da Polonia e Lituania, entrambi Paesi NATO, con il Mar Baltico a ovest. Né il ministero della Difesa russo né le autorità ucraine hanno commentato pubblicamente l’origine della minaccia.
L’episodio arriva in un contesto di forte tensione regionale. Solo cinque giorni prima, il 20 maggio 2026, Lituania e Lettonia avevano emesso contemporaneamente allarmi aerei che avevano portato alla temporanea chiusura dell’aeroporto di Vilnius (VNO).
Mosca accusa da tempo Estonia, Lettonia e Lituania di permettere l’uso del proprio spazio aereo per attacchi ucraini con droni contro la Russia, accuse respinte dai presidenti baltici come disinformazione. Il 26 maggio, parlando a Vilnius, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito gli allarmi aerei, gli ordini di rifugio, le chiusure scolastiche e le interruzioni dei trasporti lungo il fianco orientale dell’Europa “non episodi isolati”, ma parte di un deliberato tentativo russo di destabilizzare le società democratiche.
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