Leonardo ha completato una prima dimostrazione di cooperazione tra velivolo con pilota e piattaforma senza equipaggio con l’M-346FA e il drone da combattimento Baykar Kizilelma. La campagna si è svolta a luglio a Corlu, in Turchia, nell’ambito dell’attività congiunta K Swarm. Ai voli hanno preso parte un M-346FA in configurazione light attack, un Kizilelma e un secondo M-346 impiegato come chase aircraft.
Secondo quanto comunicato dalle due aziende, il Kizilelma ha eseguito in autonomia il rullaggio e il decollo. In seguito ha raggiunto l’M 346FA e si è ricongiunto in volo. Da quel momento i piloti del jet Leonardo hanno impartito comandi per diverse formazioni, eseguite poi in modo autonomo dal velivolo senza equipaggio attraverso una suite avionica sviluppata per questa attività.

Il test ha incluso cambi di posizione, separazioni e nuovi ricongiungimenti. Le manovre sono state gestite tramite un sistema avanzato di scambio dati in radiofrequenza e algoritmi di autonomia di flotta. Le due società riferiscono che l’equipaggio dell’M 346FA ha assunto il pieno controllo del Kizilelma durante le prove in volo.
Il programma punta a far evolvere il concetto di crewed uncrewed teaming verso missioni più articolate. Leonardo e Baykar prevedono nuovi test nei prossimi mesi con un livello di complessità crescente e con funzioni aggiuntive. L’obiettivo dichiarato riguarda operazioni che richiedono maggiore consapevolezza situazionale e un impiego coordinato delle piattaforme come un unico sistema.
I primi riferimenti pubblici alla dimostrazione erano arrivati a marzo da Roberto Cingolani, allora amministratore delegato di Leonardo. In quell’occasione l’M 346FA era stato descritto come un velivolo madre capace di guidare assetti senza equipaggio. La prova condotta a Corlu rappresenta quindi il primo passaggio operativo noto di questo schema.
Sul piano industriale, la cooperazione si inserisce nella joint venture LBA Systems, costituita da Leonardo e Baykar. Tra i piani illustrati dalle aziende c’è anche la possibilità di produrre in Italia il Kizilelma. Il progetto ha una ricaduta che va oltre il solo comparto militare: rafforza la presenza industriale di Baykar in Europa e amplia il perimetro della collaborazione di Leonardo su sistemi a pilotaggio remoto, avionica e integrazione di missione.
L’M 346 nasce come addestratore avanzato. Nella versione FA, Fighter Attack, è proposto anche per compiti di attacco leggero, supporto tattico e sorveglianza. Il programma ha già raccolto ordini da vari operatori per la versione da addestramento. Tra questi figurano Italia, Israele, Polonia, Singapore e Qatar. Il Kizilelma, sviluppato da Baykar, è invece un velivolo da combattimento senza equipaggio ad alte prestazioni, progettato per missioni aria superficie e, in prospettiva, per compiti aria aria.
Per Leonardo il valore del test riguarda anche il posizionamento dell’M 346 in una nicchia che unisce addestramento avanzato, attacco leggero e comando di sistemi senza equipaggio. Per Baykar, il risultato consolida il percorso del Kizilelma verso integrazioni operative con velivoli pilotati e verso una futura base produttiva europea. Sul mercato, il tema interessa soprattutto i paesi che cercano capacità a costo inferiore rispetto ai caccia di prima linea e che puntano a espandere rapidamente la massa disponibile in teatro.
The Flying Guru
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