Nelle prime ore del 14 giugno 2026 le forze britanniche hanno abbordato nel Canale della Manica la petroliera russa SMYRTOS, indicata da Londra come parte della shadow fleet che sostiene le entrate energetiche di Mosca. L’operazione, durata 6 ore, ha visto i Royal Marine Commandos calarsi da elicotteri militari per salire a bordo della nave, con il supporto di personale della National Crime Agency.
Nel raid sono stati impiegati Chinook, un Merlin Mk4 e un Wildcat del Maritime Air Group. Hanno preso parte anche un RAF P 8, la fregata HMS SUTHERLAND e il cacciamine HMS LEDBURY. Il governo britannico ha definito l’intervento il primo del suo genere guidato dal Regno Unito. L’azione, secondo Londra, puntava a ostacolare la capacità russa di generare fondi per la guerra, compresi quelli destinati a missili e droni usati contro l’Ucraina.
A marzo 2026 il primo ministro Keir Starmer aveva autorizzato, nel rispetto del diritto internazionale, l’abbordaggio da parte delle forze armate britanniche e delle autorità di polizia delle navi appartenenti alla shadow fleet. Downing Street ha precisato che l’enforcement action contro la SMYRTOS, avvenuta in acque territoriali del Regno Unito, è stata condotta in conformità al diritto interno e internazionale. Starmer ha parlato di “un altro colpo alla Russia” e di un messaggio rivolto a chi alimenta la guerra di Vladimir Putin in Ucraina. Il First Sea Lord e Chief of Naval Staff, General Sir Gwyn Jenkins, ha attribuito la riuscita della missione “alle capacità, al coraggio e alla professionalità” del personale coinvolto.
L’operazione è stata coordinata strettamente con la Francia e si inserisce in una serie di interventi simili già condotti da Stati Uniti e forze francesi, con il sostegno di RAF e Royal Navy. Il segretario alla Difesa Dan Jarvis ha dichiarato che la Russia fa affidamento sulla propria shadow fleet per finanziare il conflitto in Ucraina. Secondo il Regno Unito, questa flotta composta da oltre 700 navi trasporta il 75% del petrolio russo soggetto a sanzioni.
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