L’US Air Force ridurrà drasticamente la flotta dei Boeing F-15E Strike Eagle, mantenendo in servizio solo 99 dei 218 esemplari attuali. Saranno radiati 119 velivoli equipaggiati con motori F100-PW-220, mentre resteranno operativi gli F-15E con i più potenti F100-PW-229, destinati a ricevere ulteriori aggiornamenti. La scelta rientra nel riequilibrio del bilancio per finanziare il ricambio della flotta e l’arrivo dei futuri caccia di sesta generazione.
I 99 Strike Eagle selezionati saranno portati a uno standard vicino al 4.5 Gen grazie soprattutto al sistema di guerra elettronica EPAWSS, sviluppato da BAE Systems, che migliora sensibilmente sopravvivenza e capacità di disturbo in scenari ad alta minaccia.
Gli aerei manterranno anche radar AESA AN/APG-82, sensore IRST Legion Pod e il processore Advanced Display Core Processor II, elementi chiave per operare insieme ai velivoli più moderni e in reti come il Joint All-Domain Command and Control.

Parallelamente, l’Aeronautica americana ha raddoppiato l’obiettivo di acquisizione del nuovo F-15EX Eagle II, passando da 129 a 267 unità. Oggi ne risultano in servizio 25, con consegne previste a regime di 24 aerei l’anno secondo il ritmo produttivo Boeing, per una spesa annua stimata in circa 3 miliardi di dollari. L’F-15EX è destinato a sostituire rapidamente i vecchi F-15C/D e ad affiancare gli F-15E aggiornati come piattaforma ad alta capacità di carico.
La strategia dell’USAF punta così su una flotta mista di F-15E modernizzati e F-15EX di nuova costruzione, impiegati come “missile truck” a supporto di caccia stealth di quinta e sesta generazione.
Entrambi potranno integrare armi avanzate, inclusi in prospettiva missili ipersonici, e coordinarsi in futuro con i droni collaborativi “loyal wingman”, che l’Air Force intende acquisire in numeri fino a 1.000 unità nel prossimo decennio.
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