L’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di easyJet Airline Company Limited per una possibile pratica commerciale scorretta legata alla vendita online dei bagagli da stiva e delle attrezzature sportive. Al centro del procedimento c’è la procedura di acquisto su sito e app per i viaggi di andata e ritorno: secondo l’Autorità, il passeggero sarebbe stato indirizzato verso l’acquisto cumulativo del servizio per entrambe le tratte, anche quando interessato a utilizzare il bagaglio solo in una direzione.
La questione non riguarda il prezzo del biglietto in sé, ma uno dei servizi accessori più rilevanti nel modello commerciale delle compagnie low cost: il trasporto in stiva del bagaglio. È un dettaglio solo in apparenza secondario, perché in molte prenotazioni il costo finale del viaggio nasce proprio dalla somma tra tariffa base e servizi aggiunti durante il percorso di acquisto.
Secondo la nota pubblicata dall’AGCM, easyJet avrebbe strutturato la procedura online pubblicizzando solo il prezzo medio del servizio e proponendo come scelta predefinita l’acquisto del bagaglio o dell’attrezzatura sportiva per entrambe le tratte. Per l’Antitrust, questo meccanismo potrebbe indurre il consumatore in errore sul prezzo effettivo del servizio per ciascuna tratta.
Il punto è semplice: un passeggero può avere bisogno del bagaglio da stiva solo all’andata o solo al ritorno. Succede, per esempio, quando si parte con una valigia e si rientra senza, oppure quando si porta attrezzatura sportiva soltanto per una parte del viaggio. In questi casi, secondo l’impostazione contestata dall’Autorità, l’utente dovrebbe attivarsi per superare la scelta preselezionata, interrompendo la procedura di prenotazione online su sito o app.
Il riscontro più concreto arriva dalla stessa pagina di assistenza di easyJet dedicata al bagaglio da stiva. La compagnia spiega che, quando si aggiunge un bagaglio da stiva alla prenotazione, il bagaglio viene aggiunto a tutti i settori della prenotazione. La stessa pagina indica inoltre che, se si vuole acquistare un bagaglio da stiva per un solo settore, lo si può fare solo in aeroporto.
Questo passaggio è importante perché sposta il tema dal piano astratto della comunicazione commerciale a quello pratico dell’esperienza di acquisto. Il consumatore che compra online, cioè nel canale indicato dalla compagnia come il più semplice ed economico, può trovarsi davanti a una scelta non pienamente frazionabile per tratta. Se invece vuole limitare il servizio a un solo segmento del viaggio, la soluzione indicata dalla pagina di assistenza passa dall’aeroporto, dove i costi possono essere diversi rispetto all’acquisto online.
Secondo l’AGCM, la condotta potrebbe configurare una pratica commerciale ingannevole e aggressiva ai sensi degli articoli 20, 21, 22, 24 e 25 del Codice del consumo. L’Autorità precisa inoltre che l’avvio dell’istruttoria segue una moral suasion alla quale easyJet non si sarebbe conformata.
La compagnia, da parte sua, respinge l’idea di avere agito fuori dalle regole. In una nota riportata da ANSA, easyJet ha dichiarato di essere a conoscenza dell’istruttoria, di voler collaborare con l’AGCM e di ritenere di avere sempre operato nel rispetto delle norme vigenti in materia di tutela dei consumatori. La società ha aggiunto che esaminerà la comunicazione dell’Autorità per valutare le azioni più opportune.
Nel procedimento rientra anche il Codacons (strano… ndr.), che ha rivendicato il ruolo del proprio esposto presentato nel dicembre 2023. L’associazione aveva segnalato all’Antitrust e all’Enac la possibile impossibilità di acquistare online il bagaglio da stiva solo per una tratta di un viaggio di andata e ritorno. Secondo il Codacons, questa impostazione avrebbe potuto spingere i passeggeri ad acquistare un servizio non necessario oppure a pagarlo in aeroporto a condizioni peggiori.
Al momento, però, il procedimento è ancora nella fase istruttoria. Questo significa che l’Antitrust ha aperto un’indagine e ha formulato un’ipotesi di scorrettezza, ma non ha ancora accertato in via definitiva la violazione. Il punto giuridico sarà stabilire se la struttura della procedura di acquisto abbia effettivamente limitato la libertà di scelta del consumatore o reso meno chiaro il prezzo reale del servizio accessorio.
La vicenda si inserisce in un tema più ampio: la trasparenza dei costi accessori nel trasporto aereo. Negli ultimi anni il prezzo mostrato all’inizio della prenotazione è diventato solo una parte del costo finale, perché bagagli, scelta del posto, imbarco prioritario e altri servizi possono modificare in modo sensibile la spesa complessiva. In questo contesto, la chiarezza della procedura di acquisto non è un dettaglio grafico, ma una parte sostanziale del rapporto tra compagnia e passeggero.
Il caso easyJet dovrà ora seguire il suo iter davanti all’Autorità. Solo al termine dell’istruttoria si capirà se la condotta contestata sarà confermata, se verranno richieste modifiche alla procedura di acquisto o se potranno esserci conseguenze economiche per la compagnia.
The Flying Guru
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