Addio al DC-8 di Samaritan’s Purse

L’ultimo DC-8 statunitense lascia la flotta di Samaritan’s Purse dopo quasi dieci anni di missioni umanitarie. Storia e fine di un aereo unico.

Il DC-8 Samaritan’s Purse ha concluso la sua lunga carriera dopo quasi dieci anni di missioni umanitarie in ogni parte del mondo. L’aereo, ultimo esemplare del modello registrato negli Stati Uniti, è stato ritirato dalla flotta. L’organizzazione lo ha salutato con un tributo che ripercorre la storia di un velivolo unico, entrato in servizio nel 1968 e diventato parte fondamentale delle operazioni di soccorso dell’ONG.

Il DC-8 numero 427 uscì dalla linea di montaggio il 24 dicembre 1968. Volò inizialmente per Finnair, poi per l’Aeronautica francese. Nel passaggio alla nuova proprietà ricevette una conversione che trasformò il modello 62 in un 72, con l’introduzione dei motori CFM56 più efficienti. Attorno al 2005 fu acquistato da Air Transport International, che lo adattò alla configurazione combi. Nel 2015 arrivò l’acquisto da parte di Samaritan’s Purse e iniziò una seconda vita che si sarebbe rivelata decisiva.

Secondo la ricostruzione fornita da Samaritan’s Purse, il velivolo venne individuato dopo la risposta all’epidemia di Ebola del 2014. L’ONG cercava un mezzo pesante capace di trasportare materiali sanitari ovunque e il DC-8, fermo nel deserto di Roswell, risultò idoneo. Dopo una revisione completa in Texas fu certificato dalla FAA e volò la sua prima missione internazionale nel 2016 in Ecuador, portando un ospedale da campo e personale medico.

Da quel momento divenne la spina dorsale della componente aerea dell’organizzazione. Dal 2016 ha trasportato oltre 9 milioni di libbre di materiali in 217 missioni. La testimonianza di Joe Proffitt, ingegnere di volo a bordo per cinque anni e mezzo, descrive un aereo seguito con attenzione dagli appassionati e trattato con cura dalla squadra tecnica. Nelle sue parole emerge l’idea di un velivolo carico di storia e identità. In molti aeroporti fotografi e documentaristi ne attendevano l’arrivo. Durante alcune soste, come a Cipro, il ponte di comando attirò l’interesse degli addetti ai lavori per l’impronta vintage rimasta intatta nel tempo.

La storia operativa dell’aereo include trasporti di aiuti in scenari critici, dall’Ecuador alla pandemia del 2020. In quell’occasione portò a casa bambini mongoli che avevano ricevuto interventi cardiaci negli Stati Uniti insieme alle loro famiglie. Nel 2022 trasportò il duecentomilionesimo pacco del programma Operation Christmas Child fino alla Polonia, destinato a una bambina ucraina.

Il ritiro arriva al termine di un ciclo quasi sessantennale. Le ultime missioni hanno portato aiuti in Israele e a Jamaica dopo l’uragano Melissa, segnando una chiusura coerente con il ruolo svolto nell’ultimo decennio. L’aereo viene ricordato come un mezzo di lavoro affidabile e come un simbolo per chi lo ha volato e mantenuto. Nel messaggio di commiato, l’ONG parla di una macchina “speciale” che ha accompagnato la sua crescita operativa.

Il ritiro del DC-8 si inserisce in una fase di aggiornamento della flotta di Samaritan’s Purse. L’organizzazione, attiva dal 1970 e basata negli Stati Uniti, ha costruito negli anni una struttura logistica autonoma con l’obiettivo di intervenire nelle emergenze attraverso mezzi propri. Questa capacità si è sviluppata accanto alle attività religiose e missionarie indicate nel motto Helping in Jesus’ Name. La flotta comprende aerei cargo e velivoli leggeri usati per raggiungere piste remote. Per anni il DC-8 è stato l’aereo più rappresentativo, affiancato dal Boeing 757-200PCF.

Al posto del DC-8 entra in servizio un Boeing 767F, aereo cargo widebody con maggiore capacità di carico e autonomia. Le informazioni fornite dall’organizzazione indicano che la scelta risponde alla necessità di efficienza e sostenibilità operativa. Il 767F offrirà consumi più contenuti rispetto al quadrimotore uscito dalla produzione nel secolo scorso. L’obiettivo è mantenere la rapidità d’intervento raggiunta negli anni e rispondere a missioni che richiedono trasporti di grandi volumi.

La transizione dalla storica piattaforma al nuovo cargo segna la fine di un periodo che aveva visto il DC-8 come immagine riconoscibile dell’ONG. Con l’arrivo del 767F la flotta si prepara a un utilizzo più esteso di velivoli efficienti e moderni.

Il congedo di N782SP chiude un capitolo dell’aviazione civile e umanitaria. Rimane la memoria di un velivolo capace di attraversare epoche diverse e di trovare una nuova utilità fino agli ultimi giorni di servizio.

The Flying Guru

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