Un comandante senza licenza: il caso Avion Express che solleva dubbi sui controlli di sicurezza

Il caso del pilota che ha esercitato il ruolo di comandante presso Avion Express senza soddisfare i requisiti necessari non riguarda una “licenza da comandante” (che semplicemente non esiste) ma una falsificazione dell’esperienza professionale e della documentazione richiesta per ricoprire l’incarico di Pilot in Command (PIC). Secondo ricostruzioni convergenti, l’uomo indicato come L. A. B., già primo ufficiale per Garuda Indonesia, avrebbe manipolato i propri documenti per far risultare un’esperienza che in realtà non possedeva, ottenendo così l’abilitazione aziendale al comando.

Fonti europee indicano che il pilota avrebbe volato come comandante almeno durante l’estate scorsa, operando tratte regolari in Europa. Alcuni media internazionali parlano di centinaia di passeggeri trasportati, segno che l’attività è proseguita per un periodo non trascurabile. In sostanza, l’uomo è riuscito a superare l’intero processo di verifica documentale previsto per il passaggio da primo ufficiale a comandante, nonostante non avesse mai completato il percorso richiesto da normativa e procedure interne.

Per diventare comandante non è sufficiente possedere una licenza ATPL: servono requisiti aggiuntivi in termini di ore totali, ore sul tipo, corsi specifici, command course in simulatore e un line check finale con esaminatore. Tutti questi elementi devono essere documentati con precisione, e la compagnia deve verificarli uno per uno prima di nominare un PIC.

La falsificazione avrebbe riguardato proprio questo insieme di evidenze, dalle ore di volo dichiarate alle attestazioni di servizio, fino ai documenti relativi al training. Non si tratta quindi di un errore amministrativo, ma di una manipolazione deliberata delle credenziali operative, resa possibile da un processo di verifica che in questo caso non ha funzionato.

Avion Express ha confermato ufficialmente il caso, dichiarando di essere venuta a conoscenza “di informazioni non verificate sull’esperienza professionale del pilota” e di aver avviato un’indagine interna ancora in corso. La compagnia ribadisce che le proprie procedure rispettano le normative aeronautiche, ma non ha fornito ulteriori dettagli sulle modalità con cui l’anomalia è emersa.

Il caso assume un rilievo maggiore se si considera il ruolo di Avion Express nel mercato ACMI: la compagnia opera in wet-lease per molti vettori europei. Le ricostruzioni indicano che il pilota avrebbe operato non solo voli diretti Avion Express, ma anche rotte per altri operatori dell’Europa occidentale, tra cui Eurowings, che ha confermato di aver avviato verifiche interne con i propri team sicurezza.

Questo allarga il perimetro dell’incidente: l’uomo ha ricoperto il ruolo di PIC su voli venduti e distribuiti da vettori appartenenti al Lufthansa Group, amplificando la catena di responsabilità e rendendo necessario un chiarimento più ampio tra partner e operatori ACMI.

Avion Express, fondata nel 2005 e parte della Avia Solutions Group, è uno dei principali operatori wet-lease a livello globale. Con una flotta di circa 55 Airbus A320 e A321, opera in Europa, America Latina e Medio Oriente. Le dimensioni dell’azienda fanno emergere interrogativi sulla robustezza dei processi di recruitment e sulla capacità dei sistemi di validare in modo efficace l’esperienza dichiarata dai piloti.

In un settore in cui il passaggio da primo ufficiale a comandante è scandito da requisiti minimi, training certificati e controlli incrociati obbligatori, il fatto che un pilota privo delle qualifiche necessarie sia riuscito a operare come PIC per un periodo significativo rappresenta un malfunzionamento serio della filiera di verifica.

Restano aperte questioni importanti:

  • Quali elementi del curriculum falsificato non sono stati verificati?
  • Quali protocolli interni non hanno funzionato?
  • Altre compagnie partner hanno effettuato controlli analoghi?
  • Quali misure correttive verranno introdotte per evitare che un caso simile si ripeta?

In attesa delle indagini ufficiali, la vicenda Avion Express solleva dubbi sul modello ACMI europeo, un sistema che cresce rapidamente ma che, proprio per la sua natura multilivello, richiede procedure ancora più rigorose per la validazione dell’esperienza dei piloti impiegati.

The Flying Guru

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