L’intenzione di Aeroitalia di avviare l’attività di handler a Fiumicino ha aperto un confronto immediato con le organizzazioni sindacali del trasporto aereo. La compagnia punta a gestire internamente check-in, rampa e assistenza ai passeggeri, un modello adottato in diversi aeroporti europei. Ma la tempistica e gli effetti occupazionali sollevano più di una perplessità.
Solo sette mesi fa, le attività erano transitate da Swissport ad Airport Handling, in una fase già complessa sotto il profilo organizzativo e contrattuale. Un ulteriore cambiamento, così ravvicinato, rischia di generare instabilità per il personale coinvolto, con possibili tagli di ore, riduzioni di turni e nuove pressioni sul costo del lavoro.
La preoccupazione principale riguarda il rischio di dumping contrattuale. Se Aeroitalia decidesse di assumere personale con condizioni inferiori a quelle previste dal CCNL Assohandlers, si creerebbe una concorrenza al ribasso in un settore già fragile, con potenziali ripercussioni anche sugli altri handler presenti nello scalo.
Le sigle chiedono garanzie formali: mantenimento di retribuzioni, anzianità e benefit, oltre alla presentazione di un piano industriale vincolante che definisca volumi e stabilità delle operazioni. Sul tavolo deve sedere anche Aeroporti di Roma, insieme ad Assohandlers, per la definizione di un Protocollo di Sito che regolamenti eventuali futuri passaggi di attività.
Il confronto è stato aggiornato alla prima settimana di dicembre. L’esito sarà determinante per capire come evolverà il modello di gestione del lavoro di terra nel principale aeroporto italiano.
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