Il Boeing 777X non entrerà in servizio nel 2026 come previsto, ma slitterà all’inizio del 2027. A rivelarlo è Bloomberg, citando fonti vicine al dossier, secondo cui il colosso aeronautico statunitense si prepara a fronteggiare nuovi ritardi e oneri miliardari a bilancio.
La notizia rappresenta l’ennesimo ostacolo per il programma del più grande aereo bimotore al mondo, lanciato nel 2013 come evoluzione della famiglia 777. Il velivolo introduce innovazioni tecnologiche rilevanti: ali in materiale composito più ampie e con estremità ripiegabili per adattarsi agli spazi aeroportuali, oltre ai motori General Electric GE9X, i più potenti mai realizzati per l’aviazione civile.
Secondo gli analisti, Boeing potrebbe dover registrare oneri contabili compresi fra 2,5 e 4 miliardi di dollari, principalmente sotto forma di svalutazioni e rivalutazioni dei costi di sviluppo. Si tratterebbe di addebiti “non cash”, ma che avrebbero un impatto diretto sui risultati finanziari.
Le compagnie clienti stanno già adeguando le proprie strategie. Lufthansa, cliente di lancio del 777X, ha escluso il nuovo modello dalle pianificazioni di flotta fino al 2027. Emirates, il maggiore acquirente con oltre 100 ordini, mantiene un atteggiamento prudente, rivedendo i piani di impiego operativo. Per entrambe le compagnie il rinvio implica la necessità di mantenere in linea velivoli più datati, con conseguenti costi aggiuntivi di gestione e carburante.
Il programma 777X ha già accumulato anni di ritardi. Dal primo volo avvenuto nel 2020 ai problemi riscontrati nei test strutturali, fino alle difficoltà della certificazione, aggravate da un controllo più severo della FAA dopo la vicenda dei 737 MAX. Boeing ha già contabilizzato oltre 10 miliardi di dollari di svalutazioni legate al progetto.
Il rinvio al 2027 apre interrogativi sulla sostenibilità del programma. Per Boeing, il 777X resta fondamentale per competere con l’Airbus A350-1000, che sta guadagnando terreno con ordini significativi da vettori di primo piano. Ma il ritardo rischia di minare ulteriormente la fiducia delle compagnie aeree e di pesare su un bilancio già provato dalle difficoltà degli altri programmi.
La certificazione FAA rimane un nodo irrisolto. Finché non verranno completati i test e soddisfatte le condizioni imposte dalle autorità, la nuova data di entrata in servizio resta incerta.
The Flying Guru
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