Diritti dei passeggeri aerei, cosa cambia davvero con le nuove regole europee

Il 13 luglio 2026 il Consiglio UE ha chiuso l'iter della riforma dei diritti dei passeggeri aerei, la prima dal 2004. Risarcimenti confermati con procedure più semplici, bagaglio a mano a bordo senza sovrapprezzo, posti gratis per i bambini accanto ai genitori. Ecco cosa cambia e da quando.

Nel pieno della stagione dei viaggi, tra tabelloni pieni di cancellazioni e code nei terminal, l’Unione europea ha chiuso una partita rimasta aperta per oltre 13 anni. Il 13 luglio 2026 il Consiglio dell’UE ha dato il via libera definitivo alla revisione delle norme sui diritti dei passeggeri aerei, completando l’iter dopo il voto del Parlamento europeo del 7 luglio (646 favorevoli, 12 contrari, 3 astenuti). È la prima riscrittura organica delle regole dal 2004. Non un ritocco, ma un aggiornamento pensato per un trasporto aereo che nel frattempo è cambiato del tutto, dominato dai vettori a basso costo e da tariffe scomposte in decine di voci.

Ecco cosa cambia per chi vola, in concreto, al netto degli slogan.

Risarcimenti confermati, procedure più semplici

Il diritto al risarcimento resta ancorato alle soglie che i passeggeri già conoscono. Spetta in caso di ritardo superiore a 3 ore all’arrivo, di cancellazione comunicata con meno di 14 giorni di preavviso e di negato imbarco per colpa della compagnia. Gli importi vanno da 250 euro per le tratte fino a 1500 km a 600 euro per quelle più lunghe, con 400 euro nella fascia intermedia. Il tentativo, emerso durante i negoziati, di alzare la soglia a 4 o 6 ore è caduto.

La novità vera non è nell’importo, è nel percorso per ottenerlo. La compagnia sarà obbligata a informare il passeggero quando un disservizio dà diritto a un indennizzo, a fornire istruzioni chiare su come presentare la richiesta e a rispondere entro tempi definiti. Oggi una quota enorme di chi avrebbe diritto al risarcimento non lo chiede nemmeno, spesso perché non sa di poterlo fare o perché la procedura scoraggia. Spostare parte dell’onere informativo sul vettore è il cambiamento che più inciderà nella pratica quotidiana.

Restano fuori i casi in cui il disservizio nasce da eventi al di fuori del controllo della compagnia: condizioni meteo avverse, scioperi esterni, calamità, situazioni di sicurezza. In quei casi il risarcimento non è dovuto, anche se restano il diritto al rimborso o alla riprotezione su un volo alternativo.

Il bagaglio a mano non si paga più (la borsa sotto il sedile)

Il capitolo più discusso è quello del bagaglio. La nuova norma garantisce il diritto di portare a bordo senza costi aggiuntivi un bagaglio a mano di piccole dimensioni, una borsa o uno zaino da sistemare sotto il sedile. Le compagnie potranno comunque proporre tariffe più convenienti a chi viaggia senza, così chi parte con il solo necessario non pagherà per un servizio che non usa.

Il secondo effetto riguarda il prezzo mostrato. Compagnie, agenzie e portali di ricerca dovranno esporre fin dall’inizio della prenotazione la tariffa comprensiva del bagaglio a mano, senza sorprese al momento del pagamento. È la parte che ha fatto insorgere i vettori a basso costo, perché tocca il modo in cui costruiscono il prezzo civetta in cima alla pagina. Il dettaglio su un eventuale trolley da cabina più grande incluso nella tariffa base resta legato alla formulazione precisa del testo che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, dove le prime bozze e le versioni finali hanno oscillato tra inclusione piena e semplice obbligo di trasparenza.

Bambini accanto ai genitori, carta d’imbarco, mobilità ridotta

Chi viaggia con figli piccoli avrà diritto a sedere accanto a loro senza sovrapprezzo, per i minori di 14 anni accompagnati da un adulto. È la fine di una delle voci accessorie più contestate, quella che costringeva le famiglie a pagare la scelta del posto per non essere separate a bordo.

Cade anche il sovrapprezzo sulla carta d’imbarco. Nessuno potrà vedersi negare l’imbarco per aver presentato la versione stampata di una carta rilasciata in formato digitale, e non saranno ammessi costi extra per il documento. La riforma limita inoltre la clausola che permetteva di annullare l’intero biglietto a chi perdeva una tratta del viaggio, la cosiddetta penalizzazione da tratta saltata.

Un capitolo a parte riguarda i passeggeri con disabilità o mobilità ridotta, che ottengono maggiori tutele e diritto all’assistenza, anche quando la perdita del volo dipende da ritardi dei servizi aeroportuali.

Perché serviva, e chi ha protestato

Le regole in vigore risalivano al 2004, un’epoca in cui il trasporto aereo europeo era un’altra cosa. Basta un confronto: quando il regolamento entrò in vigore, Ryanair trasportava circa 23 milioni di passeggeri l’anno, oggi ne supera 183 milioni, Wizz Air non esisteva ed easyJet era un operatore di nicchia. I vettori a basso costo sono diventati dominanti costruendo il proprio modello sulla scomposizione di servizi un tempo inclusi nel biglietto. La riforma interviene esattamente su quel meccanismo, e per questo ha trovato davanti un fronte compatto di compagnie e associazioni di categoria, dal mondo low cost fino al turismo organizzato.

Il relatore Andrey Novakov ha sintetizzato il senso del voto dicendo che, dopo oltre 13 anni di stallo, i diritti di chi vola “non resteranno a terra”.

Quando entrano in vigore

L’iter legislativo è concluso, ma i nuovi diritti non scattano da domani. Il regolamento sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’UE ed entrerà in vigore 20 giorni dopo. Da quel momento gli Stati membri e le compagnie avranno un anno di tempo per adeguare sistemi di prenotazione, politiche di prezzo e assegnazione dei posti. Nella pratica, chi vola questa estate e nei prossimi mesi resta coperto dalle regole attuali, che restano pienamente valide fino all’applicazione delle nuove. Le differenze si cominceranno a vedere dalla seconda metà del 2027.

The Flying Guru

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