La nascita di Etna Sky, la compagnia aerea promossa dal deputato Manlio Messina, ha riacceso il dibattito sul trasporto aereo siciliano. L’annuncio, diffuso inizialmente attraverso i social, ha alimentato aspettative in un territorio storicamente penalizzato dalle tariffe elevate e dalla scarsità di collegamenti nei periodi di punta. Oggi il progetto si presenta come una realtà embrionale, in via di costruzione, con diversi elementi ancora da definire.
Etna Sky è stata costituita il 2 dicembre 2025 a Milano con un capitale sociale di 20 mila euro e due soci fondatori: Manlio Messina e Angelo Lo Bianco (ex DG di Wind Jet), figura con una lunga esperienza nell’aviazione commerciale. La collaborazione tra i due nasce da un progetto iniziato tre anni fa, quando Messina – allora assessore regionale al Turismo – aveva provato a dar vita a una compagnia aerea pubblica siciliana, iniziativa poi abbandonata.
Secondo Messina, la fase attuale è dedicata alla strutturazione societaria, al reclutamento del personale tecnico e alla preparazione della documentazione necessaria per richiedere il COA, il Certificato di Operatore Aereo rilasciato da ENAC. Senza questa autorizzazione, nessuna compagnia può volare commercialmente. Messina afferma di aver già selezionato circa quindici professionisti per seguire l’iter, inclusi alcuni comandanti, e di essere in trattativa per i leasing dei primi aeromobili.
La questione più dibattuta riguarda la mancata trasparenza sull’azionariato. Nell’intervista pubblicata da La Sicilia, Messina ribadisce che i nomi dei soci saranno resi pubblici “entro fine gennaio 2026”, quando verrà presentato l’aumento di capitale stimato in circa 20 milioni di euro, tutti di provenienza privata.
In questa fase, afferma Messina, vigono accordi di riservatezza considerati “legittimi” per tutelare gli imprenditori coinvolti. I soci principali dovrebbero essere una decina, quasi tutti siciliani, con l’aggiunta di un investitore romano e uno lombardo. Sono previste inoltre partecipazioni minori nell’ordine di duecento o trecentomila euro.
Le critiche sollevate da stampa e osservatori riguardano il ruolo pubblico del promotore: un parlamentare che dovrà relazionarsi con enti governativi preposti alle autorizzazioni. Da qui la richiesta, ritenuta legittima, di una maggiore trasparenza fin dalle fasi iniziali.
Secondo le anticipazioni fornite da Messina, Etna Sky dovrebbe operare inizialmente con una flotta composta da Airbus A321 per il corto-medio raggio e A330 per i collegamenti di lungo raggio. Gli aerei verrebbero acquisiti tramite leasing. Il piano industriale – non ancora pubblicato – prevede una progressione a tappe: prima le rotte nazionali, poi quelle europee e infine quelle intercontinentali.
Messina individua nei collegamenti tra Sicilia e resto d’Italia il segmento prioritario, sostenendo che “un volo nazionale venduto a cento euro resta comunque profittevole”. Una dichiarazione che si inserisce in un settore dai margini sottili, dove la sostenibilità dipende da variabili determinanti come load factor, costo del carburante, oneri aeroportuali e complessità gestionale della flotta.
L’obiettivo dichiarato è inaugurare i primi voli tra la primavera e l’estate 2026. Una tempistica molto ambiziosa, considerati i tempi tecnici del processo di certificazione ENAC e la necessità di dimostrare continuità finanziaria, capacità operativa e adeguate risorse umane. Progetti simili in passato – come Aerolinee Siciliane – si sono arenati proprio in questa fase.
La scelta di puntare, già dal 2027, a rotte intercontinentali verso Stati Uniti e Canada aggiunge ulteriori interrogativi sulla capacità finanziaria e operativa necessaria. Il contesto competitivo, dominato da vettori low cost e consolidati operatori del lungo raggio, rende la sfida particolarmente complessa.
Etna Sky nasce con l’ambizione di offrire un servizio più accessibile ai siciliani e di ridurre gli effetti di un mercato spesso caratterizzato da prezzi elevati. Ma allo stato attuale rimane una struttura incompleta, priva di elementi essenziali; il progetto dovrà dimostrare di possedere la solidità finanziaria, la capacità manageriale e la trasparenza necessarie per superare la fase dei proclami e tradursi in una compagnia aerea reale.
Fino a quel momento, Etna Sky resta una promessa in costruzione, con un potenziale significativo ma con margini di rischio elevati, il cui sviluppo dipenderà dalla concretezza delle prossime mosse e dal giudizio delle autorità competenti.
The Flying Guru
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