Addio a Giorgio Forattini, l’illustratore che fece volare la satira

Giorgio Forattini, morto a 94 anni, iniziò con la pubblicità per Alitalia prima di diventare il maestro della satira italiana.

Giorgio Forattini è morto a 94 anni a Milano. È stato il primo a portare la satira in prima pagina, il primo a farla diventare quotidiana, il primo a trasformare il disegno in un linguaggio politico autonomo. Ma prima di diventare il “re delle vignette”, Forattini aveva già messo le mani su un altro simbolo dell’Italia che cercava di raccontare: Alitalia.

Tra il 1967 e il 1970 lavorò a Roma in un’agenzia pubblicitaria come illustratore e copywriter, firmando campagne per Fiat e per la compagnia di bandiera. Erano anni in cui la comunicazione italiana scopriva il design come strumento di identità, e in cui la pubblicità aerea diventava parte della narrazione nazionale. In quella stagione Forattini contribuì a plasmare l’immagine di un Paese che sognava di volare alto.

Tornò a farlo anche negli anni Ottanta, quando gli venne affidata la cura dell’immagine e del lancio prodotto di Alitalia. Per quattro anni fu lui a coordinare le campagne che accompagnarono la crescita e il rinnovamento della compagnia, nel pieno di una stagione in cui volare era ancora sinonimo di stile.

Quella palestra di sintesi visiva, costruita tra slogan e bozzetti pubblicitari, gli diede l’occhio che avrebbe poi fatto la differenza. A quarant’anni entrò nella redazione di Paese Sera come impaginatore grafico, portando nel giornalismo la precisione e l’ironia nate tra i tavoli da disegno. Le prime vignette apparvero nel 1973 su Panorama e l’anno dopo su Paese Sera: brevi, taglienti, capaci di racchiudere un editoriale in un’immagine.

Nel 1975 partecipò alla nascita di la Repubblica, firmandone il progetto grafico e diventandone la voce più riconoscibile: la vignetta in prima pagina, ogni giorno. Nel 1978 inventò Satyricon, il primo inserto italiano interamente dedicato alla satira, aprendo le porte a nuovi autori. Poi vennero La StampaL’EspressoPanoramaIl Giornale. In ognuno di quei giornali, Forattini lasciò una traccia visiva che andava oltre la battuta: Berlinguer in vestaglia, Craxi in camicia nera, D’Alema col bianchetto, Prodi vestito da prete comunista. Immagini diventate parte della memoria collettiva.

La sua satira non ha mai avuto paura di disturbare. Ha raccontato mezzo secolo di storia politica italiana con oltre diecimila disegni, spesso più efficaci di un editoriale. Ha ricevuto querele, premi, applausi, censure. Ma soprattutto ha lasciato una lezione: la libertà non è mai comoda, e la satira è una forma di volo, instabile e necessaria.

Forattini se ne va dopo aver attraversato due Italie: quella elegante dei manifesti pubblicitari di Alitalia e quella disillusa delle vignette in prima pagina.
In entrambe ha disegnato un Paese che rideva, anche quando non ne aveva motivo.

The Flying Guru

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