Il 15 giugno 2026 Parlamento europeo e Consiglio hanno chiuso un accordo provvisorio sulla revisione del Regolamento 261/2004, la norma che dal 2004 disciplina i diritti dei passeggeri aerei. L’intesa garantisce a ogni viaggiatore il diritto di portare a bordo senza costi aggiuntivi un articolo personale (una piccola borsa o uno zaino) e introduce un obbligo di trasparenza tariffaria sul bagaglio a mano. Il 16 giugno Ryanair ha risposto con un comunicato durissimo, definendo la misura “latest gobbledygook regulation” e sostenendo che la costringerà a “publish misleading price advertising”, cioè a pubblicizzare tariffe più alte comprensive del bagaglio.
L’accordo arriva dopo 13 anni di stallo. La proposta originaria di revisione risale al 2013. Per oltre un decennio il dossier è rimasto bloccato nel Consiglio. A gennaio 2026 il Parlamento aveva adottato la propria posizione con 632 voti a favore e 15 contrari, respingendo il tentativo dei ministri dei trasporti di alzare la soglia per la compensazione da 3 a 4 o 6 ore. Il braccio di ferro si è risolto in comitato di conciliazione, con sessioni negoziali protrattesi oltre le 5 del mattino nei giorni finali.
Cosa prevede davvero l’accordo
Sul fronte delle compensazioni cambia poco. Resta la soglia delle 3 ore di ritardo per far scattare il diritto a un indennizzo compreso tra 250 e 600 euro, valido anche per cancellazioni a breve termine e negato imbarco, salvo circostanze eccezionali. Su questo punto il Parlamento ha vinto la sua battaglia.
Sul bagaglio la lettura richiede precisione. Il diritto garantito gratuito riguarda il solo articolo personale. Per il trolley da cabina l’obbligo è di natura diversa: compagnie, intermediari e portali di ricerca dovranno mostrare fin dall’inizio della prenotazione la tariffa comprensiva del bagaglio a mano, lasciando però la possibilità di offrire una tariffa più economica a chi rinuncia a portarlo. Il Parlamento a gennaio aveva chiesto l’inclusione gratuita e incondizionata del trolley (dimensioni combinate fino a 100 cm, peso fino a 7 kg). Il testo uscito dalla conciliazione è un compromesso che sposta l’obbligo dall’inclusione automatica alla trasparenza di prezzo.
Perché Ryanair reagisce così?
Il punto è che l’articolo personale gratuito Ryanair lo concede già. Nell’estate 2025 la compagnia ha ampliato la franchigia personale da 40x25x20 a 40x30x20 cm, un volume superiore allo standard di 40x30x15 cm fissato dall’UE. La parte dell’accordo che riguarda la borsa sotto il sedile quindi non tocca il modello irlandese.
Il nervo scoperto è la presentazione del prezzo. Il modello low-cost si regge sulla scomposizione della tariffa: tariffa base molto basso, ricavi accessori costruiti sopra (bagaglio, scelta del posto, imbarco prioritario). Le stime citate da France2 e riprese da Connexion France attribuiscono al bagaglio opzionale fino al 20% dei ricavi dei vettori low cost, con prezzi compresi tra 15 e 50 euro a borsa. Imporre la visualizzazione di una tariffa già comprensiva del bagaglio a mano comprime proprio la leva su cui poggia quel modello, perché altera il confronto di prezzo alla prima schermata di prenotazione, lì dove Ryanair costruisce il proprio vantaggio percepito.
La stessa azienda, nel modulo 20-F depositato alla SEC per l’esercizio FY25, segnala tra i fattori di rischio le pressioni normative crescenti sulle pratiche di pricing e la possibile riduzione dei ricavi accessori. La reazione del 16 giugno si inserisce in una linea già nota: Ryanair ha storicamente combattuto in tribunale le accuse di “misleading price advertising”, ribaltandole sugli intermediari (i contenziosi contro eDreams e gli screen scraper). Stavolta è la norma stessa a imporre un formato di prezzo che la compagnia giudica fuorviante.
Cosa succede ora
L’iter non è chiuso. L’accordo provvisorio richiede la conferma del Parlamento in seduta plenaria (voto atteso a luglio 2026) e del Consiglio. L’entrata in vigore è prevista nel 2027, per dare ai vettori il tempo di adeguare sistemi e politiche di prezzo. Fino a quel momento restano pienamente valide le regole attuali del Regolamento 261/2004.
Sul piano competitivo lo scenario è meno asimmetrico di quanto appaia. Lo standard di 40x30x15 cm per la borsa sotto il sedile era già stato adottato volontariamente dai membri di Airlines for Europe (A4E), Ryanair inclusa, dopo la sentenza della Corte di giustizia UE che aveva escluso la possibilità di far pagare a parte un bagaglio a mano entro limiti ragionevoli di peso e dimensioni. EasyJet ha scelto di mantenere una franchigia personale più generosa (45x36x20 cm). La nuova norma standardizza ciò che il mercato in parte già praticava. La partita vera, per Ryanair, si gioca sul prezzo mostrato, non sulla borsa imbarcata.
The Flying Guru
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