I problemi ai motori e i ritardi nella catena di fornitura restano il principale collo di bottiglia per l’aviazione commerciale. All’assemblea generale IATA di Rio de Janeiro, il direttore generale uscente Willie Walsh ha attaccato i costruttori di motori, accusandoli di gravare sulle compagnie aeree mentre continuano a registrare margini a 2 cifre. Il messaggio è stato netto: i produttori devono tornare a fornire motori affidabili, con una durata adeguata e tempi di consegna coerenti con le esigenze del mercato.
Walsh ha collegato direttamente queste criticità ai costi operativi dei vettori: più spesa per carburante, più manutenzione, più leasing. Il nodo, ha spiegato, non riguarda più in modo prevalente i costruttori di aeromobili, sul cui fronte si registrano segnali di progresso nelle consegne, ma la disponibilità di nuovi motori. Per le compagnie questo significa flotta meno efficiente, capacità frenata e crescita limitata proprio in una fase in cui la domanda resta sostenuta su molti mercati.
Sulla stessa linea si è collocato Scott Kirby, amministratore delegato di United Airlines, che ha indicato nelle forniture dei motori il principale vincolo all’espansione del settore.
Secondo Kirby, la situazione non è destinata a migliorare prima di 5 anni. Il manager ha detto che General Electric e Pratt & Whitney stanno lavorando con United e con altri operatori per affrontare i problemi tecnici e industriali, mentre ha espresso toni più critici verso Rolls Royce sul fronte della gestione della catena di fornitura.
L’intervento di Rio è stato l’ultimo di Walsh alla guida di Iata prima del passaggio a IndiGo, vettore indiano a basso costo che negli ultimi anni ha accelerato lo sviluppo del network e della flotta. Il nome del successore non è ancora stato annunciato. Il presidente di Iata e amministratore delegato di IAG, Luis Gallego, ha riferito che è stata definita una lista di candidati e che una raccomandazione al consiglio è attesa entro la fine del mese.
Foto in apertura: Gareth James su Wikimedia (licenza CC BY-SA 2.0, via Openverse).
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