Russia brevetta un nuovo widebody per sfidare il Boeing 787

La Russia ha brevettato un nuovo aereo widebody a lungo raggio per sfidare il Boeing 787. Ambizione reale o solo dichiarazione strategica?

La United Aircraft Corporation (UAC) ha depositato un brevetto per un nuovo aereo russo widebody a lungo raggio, concepito per competere con i modelli più avanzati di Boeing e Airbus. La notizia è stata diffusa dall’agenzia TASS ad agosto e si inserisce nel tentativo di Mosca di rafforzare un’industria aeronautica messa in difficoltà dalle sanzioni occidentali, che hanno interrotto l’accesso a fornitori e tecnologie fondamentali.

Il progetto prende il nome di WBLRA (Wide-Body Long-Range Aircraft) e prevede tre versioni: il modello base, WBLRA-600, con 281 posti e un’autonomia di 13.600 chilometri; il più corto WBLRA-500, con 236 posti e 12.000 chilometri di raggio; e il più lungo WBLRA-700, capace di ospitare 320 passeggeri ma con autonomia ridotta a 10.300 chilometri. UAC sostiene che l’impiego esteso di materiali compositi consentirà di abbattere i costi diretti fino al 17 per cento per posto rispetto al Boeing 787-9, con un risparmio dell’11-13 per cento nei costi di proprietà.

Dietro l’annuncio si intravede un obiettivo politico e industriale preciso: ridurre la dipendenza da velivoli stranieri e sostituire, almeno in prospettiva, la mancanza di un moderno aereo a fusoliera larga nella flotta civile russa. Oggi, infatti, l’unico widebody in produzione resta il vecchio Il-96, lontano dagli standard richiesti dal mercato passeggeri.

Le incognite però superano gli annunci. Non è stato indicato alcun motore definitivo, non esiste un calendario di sviluppo né un piano di certificazione. Dopo il ritiro dal programma congiunto con la Cina (CR929), UAC dovrà contare solo su risorse e tecnologie interne, affrontando un mercato dominato da Airbus e Boeing che dispongono di catene di fornitura e reti di supporto consolidate.

Il brevetto del nuovo widebody russo rappresenta dunque un passo simbolico più che un’immediata alternativa commerciale. Per Mosca resta comunque un tentativo di dimostrare che, nonostante l’isolamento, l’ambizione di costruire un rivale del Boeing 787 non è stata abbandonata.

The Flying Guru

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