United Airlines, trovato il “colpevole” dell’impatto in quota: un pallone meteorologico

Il parabrezza del 737 MAX di United Airlines fu colpito da un pallone meteorologico WindBorne. NTSB e FAA indagano sull’incidente in quota.

Il mistero che circondava l’incidente in volo del Boeing 737 MAX 8 di United Airlines sembra finalmente avere una risposta.
Secondo le ultime informazioni, a colpire il parabrezza dell’aereo — costringendo l’equipaggio a un atterraggio d’emergenza a Salt Lake City — sarebbe stato un pallone meteorologico appartenente a WindBorne Balloon, azienda statunitense specializzata in raccolta dati atmosferici.

A confermare il collegamento è stato lo stesso CEO di WindBorne, che ha dichiarato di aver identificato il pallone in questione come uno dei dispositivi lanciati dall’azienda la notte dell’incidente. «Abbiamo immediatamente avviato un’indagine interna e condiviso i nostri dati con NTSB e FAA, che stanno ora valutando il caso», ha spiegato il dirigente, aggiungendo che l’azienda “ha sempre seguito le procedure previste, inclusa la pubblicazione dei NOTAM”.

WindBorne Balloon, che utilizza palloni aerostatici di lunga durata per la misurazione di parametri atmosferici a diverse quote, ha dichiarato di aver già introdotto un aggiornamento software per ridurre il tempo di permanenza dei propri dispositivi nelle quote di crociera tipiche del traffico commerciale, attorno ai 36.000 piedi.
È inoltre allo studio un nuovo design del pallone, con materiali e geometrie pensati per minimizzare i danni in caso di impatto.

Un incidente raro ma rivelatore

Il volo UA1093, un Boeing 737 MAX 8 (N17327) partito da Denver e diretto a Los Angeles, era in crociera quando l’equipaggio ha segnalato un improvviso colpo sul parabrezza anteriore, seguito dalla comparsa di crepe e da bruciature superficiali.
Il comandante, che ha riportato una lieve contusione al braccio, ha deciso di deviare su Salt Lake City, dove l’aereo è atterrato senza ulteriori problemi per i 140 passeggeri a bordo.

L’episodio, che inizialmente aveva fatto ipotizzare l’impatto con un oggetto spaziale o meteorico, ha riportato l’attenzione sulla gestione del traffico aerostatico non pilotato, un ambito ancora poco regolamentato rispetto ai droni e alle operazioni UAV.

Il nodo della convivenza in quota

L’impatto con un pallone meteorologico rappresenta un evento estremamente raro, ma non impossibile: questi dispositivi possono raggiungere anche i 40.000–50.000 piedi di quota e, a seconda delle condizioni atmosferiche, spostarsi per centinaia di chilometri rispetto al punto di lancio.

Tuttavia l’ipotesi più affascinante e preoccupante, circolata nelle prime ore, era quella di un impatto con detriti spaziali o micro-meteoroidi, un evento statisticamente rarissimo ma non impossibile. La spiegazione ufficiale arrivata in seguito è più terrena, ma non meno significativa.

L’incidente evidenzia una realtà che da tempo si estende ben oltre la troposfera: lo spazio aereo e quello orbitale stanno diventando sempre più congestionati. Negli strati superiori dell’atmosfera (tra i 30.000 e i 60.000 piedi) operano palloni sonda, velivoli sperimentali e droni stratosferici. Ancora più in alto, in orbita bassa terrestre, si estende una vera e propria discarica orbitale, come descritto nel nostro approfondimento «L’orbita bassa è una discarica di satelliti e detriti spaziali».

Dal primo Sputnik del 1957, l’uomo ha disseminato la bassa orbita di razzi abbandonati, frammenti metallici e satelliti dismessi. Oggi gli oggetti tracciati superano i 23.000, con una massa totale di oltre 10.000 tonnellate. La maggior parte si muove a velocità di decine di migliaia di chilometri orari: abbastanza da distruggere un satellite operativo (o un veicolo con equipaggio) con un solo impatto.

L’incidente del volo United 1093 evidenzia così la necessità di aggiornare le linee guida FAA e ICAO per la condivisione dei corridoi di volo, in un contesto dove l’atmosfera superiore è sempre più affollata da satelliti, palloni e droni stratosferici.

The Flying Guru

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