Diritti dei passeggeri aerei: l’Europa si divide tra Consiglio e Parlamento

Il Parlamento e il Consiglio UE si scontrano sulle nuove regole per i rimborsi aerei. Soglie diverse, stessi obiettivi: aggiornare il Regolamento 261/2004.

Nel 2004 l’Unione Europea approvava il Regolamento 261, la legge che ancora oggi tutela i passeggeri in caso di ritardi, cancellazioni o negato imbarco.
Da allora sono cambiate le compagnie, gli aeroporti, persino il modo di volare. Ma non la normativa. Ora Bruxelles ci riprova, con una riforma che tutti dicono necessaria ma su cui le istituzioni europee, come spesso accade,viaggiano su due piste diverse.

Il Consiglio: più flessibilità per le compagnie

A metà 2025 il Consiglio dell’Unione Europea, cioè i governi dei 27 Stati membri, ha approvato la sua versione del nuovo regolamento sui diritti dei passeggeri. L’obiettivo ufficiale: aggiornare le regole per renderle “più equilibrate”. Nella pratica, però, la proposta del Consiglio introduce soglie di tolleranza più alte per i ritardi e riduce i casi in cui il viaggiatore può ottenere una compensazione economica.

Ecco i punti principali:

  • Ritardi fino a 4 ore per i voli sotto i 3.500 km e fino a 6 ore per quelli più lunghi non darebbero più diritto a rimborso automatico.
  • I passeggeri potrebbero comunque ottenere assistenza (pasti, bevande, alloggio), ma non la compensazione in denaro prevista oggi.
  • Viene introdotto un elenco più ampio di “circostanze eccezionali” che esonerano i vettori, come scioperi, guasti tecnici imprevisti e condizioni meteo estreme.
  • In cambio, il testo del Consiglio apre a nuovi diritti pratici:
    • un modulo standard europeo per le richieste di rimborso,
    • la garanzia di riprotezione su voli alternativi,
    • norme più chiare per il trasporto di bagagli, passeggini e strumenti musicali.

In sostanza: più chiarezza, ma meno soldi in tasca ai passeggeri quando i voli vanno male.

Il Parlamento: difendere la soglia delle tre ore

Pochi mesi dopo, a ottobre, la Commissione Trasporti del Parlamento europeo (TRAN) ha approvato la propria posizione politica sullo stesso testo ma la linea è l’opposto.
I deputati vogliono mantenere la soglia attuale di tre ore di ritardo, quella introdotta vent’anni fa, e respingono l’idea di allungare i tempi di tolleranza.
Secondo il Parlamento, portare la soglia a 4 o 6 ore “indebolirebbe i diritti dei cittadini europei” e rischierebbe di incentivare comportamenti meno trasparenti da parte dei vettori.

Il testo della TRAN propone inoltre:

  • un bagaglio a mano gratuito per tutti i passeggeri, con dimensioni e peso standard (una borsa personale più un piccolo trolley da 7 kg);
  • il diritto di ricevere automaticamente il modulo di rimborso entro 48 ore dal disservizio;
  • la possibilità di presentare la richiesta entro un anno;
  • il divieto di sovrapprezzi per la correzione dei nomi, la scelta del posto o la stampa della carta d’imbarco.

In sintesi: il Parlamento vuole mantenere i diritti economici e ampliare quelli pratici, mentre il Consiglio tende a limitare i risarcimenti ma semplificare le procedure.

Due strade per la stessa legge

Si tratta della stessa riforma, quella che dovrà aggiornare il Regolamento 261/2004.
Ma le due istituzioni principali dell’Unione (Consiglio e Parlamento) ne offrono due versioni molto diverse. Adesso tocca ai “triloghi”, cioè i negoziati a tre fra Consiglio, Parlamento e Commissione europea, per trovare un compromesso. Ed è lì che, come spesso accade, il testo entrerà nel maglio della pachidermica burocrazia europea: mesi di riunioni, limature, traduzioni, rinvii e compromessi.

Cosa cambia per i viaggiatori (per ora, nulla)

Per i passeggeri, al momento, non cambia niente. Restano in vigore le regole del Regolamento 261/2004, con:

  • rimborso o compensazione dopo 3 ore di ritardo,
  • importi da 250 a 600 euro,
  • eccezioni solo per cause di forza maggiore.

Le “nuove regole” sono ancora una proposta, due testi diversi che dovranno fondersi in uno solo. E finché non usciranno dall’altra parte del pachiderma europeo, restano sulla carta — promesse di riforma che, per il momento, volano solo tra Bruxelles e Strasburgo.

The Flying Guru

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