A seguito del disastro aereo del 4 novembre al Worldport di Louisville, che ha coinvolto un McDonnell Douglas MD-11F della UPS Airlines (volo UPS 2976), precipitato pochi istanti dopo il decollo, il National Transportation Safety Board (NTSB) ha confermato in conferenza stampa le prime ipotesi emerse già nelle ore successive all’incidente, mentre le immagini dell’accaduto iniziavano a diffondersi online.
Secondo quanto dichiarato dal NTSB, il motore sinistro n. 1 si è “staccato” durante la corsa di decollo, causando la perdita di controllo dell’aereo. Il bilancio delle vittime è salito a dodici.
«Abbiamo visionato le registrazioni delle telecamere di sorveglianza dell’aeroporto, che mostrano il distacco del motore sinistro durante la corsa di decollo», ha affermato il portavoce del NTSB. UPS ha chiarito che non erano previsti ritardi di manutenzione prima della partenza, nonostante alcune prime analisi avessero segnalato una sosta più lunga del previsto.
Il distacco di un motore resta un segnale di grave anomalia tecnica o manutentiva, tanto più considerando che l’aereo era rimasto fuori servizio per circa sei settimane. L’incidente presenta somiglianze con la tragedia del volo American Airlines 191, avvenuta a Chicago nel 1979: anche in quel caso un motore si staccò durante il decollo, innescando una sequenza di eventi fatale.
Nel disastro di Louisville, l’aereo ha raggiunto un’altitudine di circa 200-250 piedi a una velocità di 185 nodi, valori compatibili con la fase iniziale di salita. È possibile che la separazione del motore sinistro abbia provocato ingestione di detriti nel motore n. 2 o un guasto idraulico, compromettendo la spinta residua e portando al cedimento aerodinamico.
L’indagine si concentrerà sul periodo di manutenzione eseguita a San Antonio tra il 3 settembre e il 18 ottobre. Gli investigatori dovranno stabilire se l’incidente sia riconducibile a un difetto strutturale o a un errore tecnico durante le operazioni di revisione.
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