Diventare assistente di volo costa. Non quanto ottenere una licenza da pilota, ma abbastanza da scoraggiare molti candidati prima ancora di affrontare una selezione. Corso di formazione, visite mediche, spostamenti, alloggio: il percorso che porta al Cabin Crew Attestation (CCA), la certificazione obbligatoria per lavorare come membro dell’equipaggio di cabina in Europa, può richiedere diverse migliaia di euro.
La Regione Sardegna ha deciso di intervenire proprio su questo ostacolo. Attraverso un avviso pubblicato da ASPAL, l’Agenzia Sarda per le Politiche Attive del Lavoro, sono stati messi a disposizione voucher destinati ai giovani tra i 18 e i 35 anni residenti nell’isola e in stato di disoccupazione che intendono conseguire il CCA.
Il contributo prevede un rimborso fino a 4.000 euro per le spese di iscrizione al corso di formazione. Sono inoltre previste coperture per le visite mediche di idoneità e, nei casi in cui il percorso debba essere frequentato fuori dalla Sardegna, una quota forfettaria per sostenere le spese logistiche.
La misura arriva in una fase particolare per il trasporto aereo europeo. Dopo la ripresa post pandemia, molte compagnie hanno accelerato i piani di crescita. Nuovi aeromobili, nuove rotte e un numero crescente di passeggeri hanno riportato al centro un problema che negli anni precedenti era passato in secondo piano: la disponibilità di personale qualificato.
L’assistente di volo è spesso percepito come il volto più visibile della compagnia aerea, ma il ruolo richiede una preparazione che va ben oltre il servizio a bordo. Sicurezza, gestione delle emergenze, primo soccorso, evacuazione dell’aeromobile e coordinamento con l’equipaggio di condotta fanno parte delle competenze richieste per ottenere la certificazione.
Per molti giovani il costo iniziale rappresenta la principale barriera d’ingresso. La selezione delle compagnie è soltanto il passaggio successivo. Prima ancora bisogna investire nella formazione e, per chi vive lontano dai principali centri di addestramento, sostenere spese aggiuntive di viaggio e permanenza.
La scelta della Regione Sardegna sembra quindi puntare a un obiettivo preciso: trasformare una domanda di lavoro già esistente in una concreta opportunità occupazionale per i giovani dell’isola. In un settore dove le assunzioni continuano a riguardare migliaia di persone ogni anno in tutta Europa, ridurre il costo di accesso alla professione può fare la differenza tra chi rinuncia e chi prova a entrare nel mercato.
Resta ora da vedere quale sarà la risposta dei potenziali candidati e quanti riusciranno a trasformare il voucher in una certificazione e, successivamente, in un contratto di lavoro con una compagnia aerea.
The Flying Guru
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