Air Astana accelera su Cina ed Europa grazie ai nuovi flussi via Kazakhstan

Air Astana Group sta beneficiando del riassetto dei flussi di traffico tra Asia, Caucaso, Asia centrale ed Europa dopo la crisi che ha colpito il Medio Oriente. Il nuovo amministratore delegato Ibrahim Canliel, in carica dal 1 aprile, ha indicato che tra marzo, aprile e maggio una parte della domanda si è spostata verso instradamenti più a nord, via Kazakhstan, invece dei collegamenti attraverso il Golfo. Per il vettore kazako questo ha significato un aumento dei transiti su rotte Est Ovest e un rafforzamento del ruolo di Astana e Almaty nella connettività regionale. La compagnia ritiene che i volumi si assesteranno sotto i picchi di marzo, ma sopra i livelli di febbraio.

Il gruppo ha reagito rapidamente sul piano operativo. Entro 48 ore dall’inizio della crisi ha riallocato capacità dal Golfo verso il Sud Est asiatico per il mese di marzo, periodo di alta domanda in Asia centrale. Nei giorni successivi ha rimodulato anche l’offerta di aprile e maggio. Sul fronte del network, Air Astana ha accelerato soprattutto sulla Cina: dalle 23 frequenze settimanali dello scorso anno è passata a 52 frequenze estive verso 7 città, con una crescita del 126%, sostenuta anche dal regime bilaterale senza visto tra Kazakhstan e Cina. Il governo kazako spinge anche per l’apertura di voli da Astana verso New York e Tokyo entro fine anno, ma l’eventuale ingresso sul mercato nordamericano resta legato a nodi regolatori e sanzionatori, dato il sorvolo dello spazio aereo russo.

Air Astana Group, che comprende anche la controllata a basso costo FlyArystan, opera oggi 63 aeromobili in gran parte a corridoio singolo. La flotta include 3 Boeing 767 che saranno sostituiti dai primi 3 Boeing 787 9 in leasing operativo, con consegne al via quest’anno. L’uscita completa dei 767 è prevista nella seconda metà del 2027, quando sarà consegnato il terzo 787 9. Il gruppo ha anche 15 ulteriori 787 9 ordinati, con arrivi dal 2032, e ordini Airbus fino a 50 aeromobili della famiglia A320neo dal 2031. Il fulcro della flotta resta l’Airbus A321LR, modello che consente missioni fino a 9 ore sia verso l’Europa sia verso il Sud Est asiatico. La crescita internazionale potrebbe portare a una revisione al rialzo sia degli ordini narrowbody sia di quelli widebody.

Sul piano industriale restano alcuni vincoli. Canliel segnala ritardi nelle consegne tra 12 e 20 mesi da parte di Airbus e Boeing, anche se il ciclo dovrebbe avvicinarsi alla fine. Pesano ancora i problemi ai motori Pratt & Whitney PW1100G, che hanno lasciato a terra oltre 10 aeromobili la scorsa estate. Per limitare l’impatto, il gruppo ha acquisito 5 jet aggiuntivi con motori V2500 e ha comprato motori di scorta. Per l’estate in corso l’obiettivo è contenere i fermi in una cifra singola. Sul fronte dei costi, Air Astana parte da una posizione diversa rispetto a molti concorrenti: il Kazakhstan è un produttore di petrolio e dispone di 3 raffinerie nazionali, un fattore che ha finora garantito stabilità nell’approvvigionamento e nei prezzi del carburante.

Foto in apertura: Wing su Wikimedia (licenza CC BY-SA 3.0, via Openverse).

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