Alaska Airlines punta sulle rotte intercontinentali: Seattle al centro della crescita globale

Alaska Airlines accelera sull’espansione intercontinentale e prova a cambiare pelle: da compagnia storicamente regionale a quarto vettore globale degli Stati Uniti. Il debutto sull’Atlantico è arrivato il 28 aprile con il volo Seattle-Roma, seguito dal lancio di Londra Heathrow il 21 maggio e Reykjavík il 28 maggio. Le nuove rotte rientrano nel piano “Alaska Accelerate”, un programma triennale da miliardi di dollari che prevede almeno 12 collegamenti intercontinentali da Seattle entro il 2030, operati con Boeing 787-9 e 787-10.

L’obiettivo del CEO Ben Minicucci è rafforzare il ruolo di Seattle come hub internazionale, facendo leva su una crescita domestica costruita nell’ultimo decennio. Dal 2016 Alaska ha acquisito Virgin America e, nel 2024, Hawaiian Airlines, quasi raddoppiando la propria capacità e diventando il principale vettore per posti offerti lungo la West Coast e verso le Hawaii. L’ingresso in Oneworld nel 2021 ha poi rappresentato un passaggio chiave per servire una base clienti sempre più orientata ai viaggi internazionali.

La strategia, tuttavia, non è priva di rischi. Gli analisti considerano naturale per una compagnia matura cercare crescita sul lungo raggio, ma l’esito non è scontato. Alaska entra infatti in un segmento dominato da vettori globali con esperienza consolidata, a partire da Delta, già forte a Seattle.

Anche il volo inaugurale per Roma ha mostrato margini di miglioramento: servizio business troppo lungo, assenza di connettività a bordo e cabine 787 ancora ereditate dall’era Hawaiian. I nuovi interni non arriveranno prima del 2028, mentre il Wi-Fi Starlink è atteso a breve.

A fare la differenza non sarà solo il prodotto, ma anche la rete e le partnership. Alaska resta un marchio poco noto in Europa, ma può contare sull’alleanza Oneworld e su possibili sinergie più profonde con American Airlines. Intanto emergono primi segnali positivi: la Seattle-Tokyo, avviata nel maggio 2025, ha registrato il primo utile mensile già a marzo, con coefficienti di riempimento oltre il 90% anche su Seul e Tokyo.

Per ora la compagnia non annuncerà altre nuove rotte long haul nel 2026, concentrandosi sull’assorbimento della crescita estiva e sulla disponibilità della flotta.

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