Alaska Airlines non è più soltanto il vettore della West Coast. La compagnia ha intrapreso un percorso di trasformazione che punta a renderla un player globale, con Seattle come fulcro di una rete intercontinentale in espansione. Dopo Tokyo e Seoul, sono state annunciate tre nuove destinazioni: Londra Heathrow, Reykjavík Keflavík e Roma Fiumicino. Tutti i voli inizieranno nella primavera del 2026 e verranno operati con il Boeing 787‑9 Dreamliner, il nuovo fiore all’occhiello della flotta.
La scelta delle rotte non è casuale: Londra è uno snodo chiave per l’alleanza oneworld, Reykjavík apre un accesso strategico all’Atlantico del Nord, Roma segna invece il primo collegamento diretto con l’Europa continentale. A bordo dei nuovi Dreamliner i passeggeri troveranno 34 suite private in Business Class, sedili completamente reclinabili, schermi da 18 pollici e porte che garantiscono privacy, oltre a una Premium Economy ridisegnata e una Economy aggiornata.

Seattle diventerà la base operativa dei 787‑9: il vettore prevede di arrivare a 17 esemplari, con un nuovo centro piloti dedicato che affiancherà quello già esistente per i 737. Al momento Alaska ne ha quattro in flotta e li impiegherà già da settembre 2025 sulla rotta Seattle–Seoul Incheon e, dal gennaio 2026, anche sul collegamento per Tokyo Narita. I Dreamliner verranno poi estesi a Roma e, in prospettiva, ad altre destinazioni globali.
In parallelo, Alaska ha presentato la sua nuova livrea, pensata proprio per i Dreamliner: linee moderne e un design che riflette la nuova identità internazionale. Il primo 787 con la livrea aggiornata entrerà in servizio a gennaio 2026 e l’intera flotta sarà ridipinta entro la primavera.
Questa espansione si lega a un altro passaggio decisivo: l’acquisizione di Hawaiian Airlines, completata nel settembre 2024 per 1,9 miliardi di dollari. Grazie a questa operazione Alaska ottiene l’accesso a una flotta widebody già consolidata e a un secondo hub di riferimento a Honolulu. Gli Airbus A330 di Hawaiian resteranno dedicati ai voli intercontinentali e alle rotte tra le Hawaii e il continente statunitense. Anche qui sono previsti investimenti importanti: nuovi interni, sedili lie-flat aggiornati, una cabina Premium Economy inedita e posti Economy riprogettati, con l’obiettivo di uniformare l’esperienza di viaggio al livello premium che la compagnia vuole offrire.

Il risultato è una strategia coerente: trasformare Seattle in un hub globale con almeno 12 destinazioni intercontinentali entro il 2030, mantenere Honolulu come ponte sull’Oceano Pacifico e integrare i programmi fedeltà in un unico sistema. Una compagnia nata come regionale che, con Dreamliner e Airbus a lungo raggio, si proietta definitivamente sullo scenario internazionale.
The Flying Guru
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