Emirates rivede l’operativo di giugno e sospende l’impiego dell’Airbus A380 su sei collegamenti internazionali, mantenendo però i voli con aeromobili più piccoli come Boeing 777 e Airbus A350. Secondo gli ultimi dati di programmazione Cirium, il cambio riguarda Copenhagen, Osaka Kansai, Washington Dulles, Monaco, Manchester e Londra Gatwick, dove nel mese erano inizialmente previsti 286 voli di sola andata con il superjumbo.
La compagnia di Dubai non ha cancellato le rotte, ma ha scelto di adeguare la capacità all’andamento della domanda, anche alla luce delle tensioni regionali che continuano a influenzare il traffico su alcuni mercati. L’uso di velivoli meno capienti consente a Emirates di ridurre i costi operativi ed evitare eccessi di offerta in vista dell’alta stagione estiva.
Una parte dei tagli all’A380 è però legata anche al programma di retrofit della flotta. Emirates sta infatti riconfigurando 15 A380 ad alta densità, intervenendo sulla cabina per introdurre più posti premium. Il nuovo allestimento elimina 120 sedili di economy sul ponte superiore e aggiunge 56 posti di premium economy e 18 di business class, portando la capacità totale da 615 a 569 posti ma aumentando l’offerta a maggior redditività. Il primo aereo è già stato modificato e gli altri 14 dovrebbero essere completati entro fine anno, con lavori di circa 30 giorni per ciascun velivolo.
Tre delle sei destinazioni interessate, Copenhagen, Londra Gatwick e Manchester, rientrano tra quelle servite abitualmente da questi A380 ad alta densità. Nonostante gli aggiustamenti, Emirates resta tra i vettori del Golfo con il recupero operativo più rapido: secondo FlightRadar24, al 22 maggio la compagnia aveva ripristinato oltre l’85% dei voli rispetto all’ultima settimana di febbraio, con una ripresa della rete superiore al 96% secondo i dati diffusi dal vettore.
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