Emirates amplia i servizi accessori e introduce una nuova copertura assicurativa di viaggio a pagamento in partnership con Travel Guard, società del gruppo Zurich Insurance. La compagnia di Dubai punta così a intercettare una parte della domanda che continua a viaggiare, ma che mostra maggiore cautela verso gli itinerari che attraversano il Medio Oriente.
A spiegare la logica dell’operazione è stato il presidente Tim Clark, che ha indicato un elemento preciso: la domanda resta solida, ma sul mercato si era aperto un vuoto nell’offerta assicurativa. Il nuovo pacchetto nasce da questa lettura e si rivolge ai passeggeri che chiedono una protezione più ampia prima della partenza.
La polizza include copertura per cancellazione del viaggio, indennizzo per ritardo o smarrimento del bagaglio, spese mediche illimitate ed evacuazione d’emergenza in tutto il mondo. Il punto più rilevante, sul piano commerciale, è un altro: la copertura si applica in modo indipendente dagli avvisi di viaggio emessi dai governi. Si tratta di una clausola che può incidere sulla propensione all’acquisto nei mercati più sensibili al rischio geopolitico.
Per Emirates il tema ha un peso diretto sul network. La compagnia opera uno dei più grandi hub intercontinentali al mondo da Dubai International, aeroporto che nel 2024 ha superato 92 milioni di passeggeri e che resta il perno della connettività tra Europa, Asia, Africa e Oceania. In questo modello, la fiducia del passeggero sulla continuità del viaggio è un fattore centrale quanto la capacità offerta.
La mossa si inserisce anche nel quadro dei ricavi ancillari, sempre più rilevanti per i vettori globali. Per una compagnia di lungo raggio come Emirates, che basa gran parte del proprio modello sulla connessione via hub e su una clientela internazionale ad alta spesa, prodotti come l’assicurazione permettono di rafforzare il valore del biglietto senza intervenire sulla tariffa base. Il servizio può avere un impatto particolare sui flussi in transito, dove l’incertezza geopolitica pesa più della singola origine o destinazione.
Emirates serve oltre 140 destinazioni con una flotta composta in larga parte da Boeing 777 e Airbus A380, ed è impegnata in una fase di rinnovo con l’arrivo degli Airbus A350 e, più avanti, dei Boeing 777X. In questa fase la compagnia continua a puntare su capacità elevata e su una rete di lungo raggio molto estesa. Strumenti commerciali di questo tipo affiancano il prodotto di bordo e il network, con l’obiettivo di sostenere le prenotazioni in una fase in cui la sensibilità del mercato verso l’area mediorientale è aumentata.
Sul piano di mercato, la scelta di Emirates segnala come il fattore assicurativo stia diventando parte più visibile dell’offerta delle compagnie, non solo un servizio accessorio di terzi. Per i vettori con hub esposti alle tensioni regionali, integrare una copertura più ampia può diventare una leva per difendere i flussi premium e leisure di lungo raggio. Per gli aeroporti del Golfo, che vivono di transiti e coincidenze, ogni strumento capace di ridurre la percezione del rischio ha una ricaduta potenziale sulla tenuta del traffico.
The Flying Guru
Vuoi capire subito il punto centrale di questo articolo?





