Quando si pensa alla redditività di una compagnia aerea, la mente corre subito al prezzo dei biglietti, al riempimento dei voli e al costo del carburante. Ma la verità è che, senza i programmi fedeltà, molti vettori non riuscirebbero a stare in piedi.
Un’analisi di Visual Approach Analytics sui bilanci 2024 delle principali compagnie statunitensi lo dimostra chiaramente: Delta avrebbe chiuso con un margine operativo negativo del –2,5% senza SkyMiles, United con –1,9%, American Airlines addirittura con –8,3%. Anche Alaska e Southwest sarebbero finite in perdita profonda. È solo grazie ai frequent flyer program che queste aziende hanno potuto riportare utili consistenti.
Il motivo è semplice: le miglia sono diventate una moneta. Una valuta virtuale che le compagnie vendono a banche e partner commerciali con margini altissimi, e che genera flussi di cassa costanti. Durante la pandemia, United è riuscita a ottenere un prestito da 6,8 miliardi di dollari mettendo come garanzia non la propria flotta, ma MileagePlus. Delta ha fatto altrettanto per 9 miliardi, American Airlines addirittura per 10 miliardi legati al programma AAdvantage.
In alcuni casi, il valore dei programmi fedeltà supera quello della compagnia stessa. Delta ha stimato SkyMiles 26 miliardi di dollari, più della sua capitalizzazione di mercato. Per American Airlines, nel solo terzo trimestre 2024 i ricavi derivanti dal programma hanno toccato quasi 1 miliardo di dollari, pari a oltre il 7% del fatturato operativo.
Questi numeri raccontano una realtà sorprendente: i frequent flyer program sono ormai l’asset più prezioso delle compagnie aeree. Non si tratta più solo di fidelizzare il passeggero con un biglietto premio o un upgrade, ma di gestire una vera economia parallela che vale miliardi e che regge i bilanci delle major.
Come scrivo in Frequent Flyer Economy – Il lato nascosto delle miglia,
«Le miglia non sono un regalo: sono una moneta. Vanno capite, amministrate, spese con attenzione. Possono aprire porte e regalare esperienze inattese; restano però parte di un sistema che per le compagnie vale miliardi.»
Un’economia invisibile che vive accanto al trasporto aereo, ma che per molti versi conta ancora di più degli aerei stessi.
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The Flying Guru
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